CIRIO SI PIEGA AI DIKTAT DI SALVINI, FORZA ITALIA SUCCURSALE DELLA LEGA. REFERENDUM VENGA CHIESTO AI CITTADINI NEI GAZEBO

CIRIO SI PIEGA AI DIKTAT DI SALVINI, FORZA ITALIA SUCCURSALE DELLA LEGA. REFERENDUM VENGA CHIESTO AI CITTADINI NEI GAZEBO

Cirio si piega ai diktat di Salvini, ormai è chiaro come Forza Italia in Piemonte sia nient’altro che una succursale della Lega. Salvini dispone, maggioranza e presidente eseguono senza fiatare per paura di possibili ritorsioni. A rimetterci sono i cittadini piemontesi che si trovano una Regione, di fatto, paralizzata ed ostaggio dei capricci dell’ormai ex Capitano che vorrebbe introdurre una nuova legge elettorale a suo uso e consumo usando le istituzioni della nostra regione.
Il centrodestra ha fatto di tutto per piegare questa istituzione che è il consiglio Regionale ai voleri e ai capricci del loro capo politico.
Se la Lega vuole il referendum perché non lo chiede ai cittadini nei gazebo raccogliendo 500.000 firme?

L’approvazione di un ordine del giorno concordato con la Lega ha il valore di una foglia di fico per coprire, senza riuscirci, una vergogna grande come una casa.

Quanto sta avvenendo in questi giorni segna uno dei punti più bassi toccati dal Consiglio regionale del Piemonte nel corso della propria storia. Ci chiediamo quando Cirio e la sua maggioranza decideranno di occuparsi del Piemonte e delle sue priorità anziché assecondare gli ordini di Salvini. Continueremo il nostro lavoro in Consiglio regionale per evitare, in tutti i modi consentiti dal regolamento, l’approvazione di questo scempio.

IL PIEMONTE NON E’ IL CORTILE DI SALVINI. CIRIO E LA LEGA IGNORANO I PROBLEMI DEI PIEMONTESI PER OCCUPARSI SOLO DEGLI ORDINI CHE ARRIVANO DA PONTIDA

IL PIEMONTE NON E’ IL CORTILE DI SALVINI. CIRIO E LA LEGA IGNORANO I PROBLEMI DEI PIEMONTESI PER OCCUPARSI SOLO DEGLI ORDINI CHE ARRIVANO DA PONTIDA

Questo è il Piemonte non Pontida. Questo è il Consiglio regionale del Piemonte, non il cortile di casa Salvini. E’ quanto abbiamo ricordato oggi ai colleghi della Lega.

Quello che sta accadendo in queste ore è grave. La maggioranza su ordine di Salvini tiene in ostaggio il Consiglio Regionale per 4 giorni, dal mattino fino a mezzanotte, per discutere un quesito referendario partorito in 24 ore da Calderoli.

Gli ordini di Salvini vengono quindi prima di tutte le priorità del Piemonte e dei Piemontesi: sanità, trasporti, ambiente, istruzione, cultura… I leghisti, con la sponda di Cirio, anziché occuparsi dei problemi del Piemonte impongono una discussione lontana anni luce dalle esigenze dei Piemontesi.

Nel frattempo il Consiglio regionale, a 100 giorni dall’insediamento, non si è ancora occupato dei temi importanti per i Piemontesi senza avviare una programmazione dei lavori. Se questa è “l’altra velocità” di Cirio iniziamo molto male.