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Da www.movimentopiemonte.it
Sono state inviate 43 notifiche di fine indagini a 43 su 60 consiglieri regionali, 34 della maggioranza compresi il Presidente del Consiglio Cattaneo ed il Presidente della Giunta Cota, 9 dell’opposizione (l’ex Presidente e candidata presidente del centrosinistra Bresso e Stara del Pd, Cerutti di SEL, i tre consiglieri dell’idv Buquicchio, Ponso, Cursio, i due dell’UDC Goffi e Negro, Dell’Utri dei Moderati).
L’invio delle notifiche dà ulteriori 20 giorni di tempo ai consiglieri per giustificazioni in merito alle spese contestate: non sono quindi rinvii a giudizio (cioè al processo), ma sono fortemente suggestive. Così come chi non ha ricevuto la notifica, non è archiviato, ma ha buone probabilità di esserlo.

Tutto era iniziato nel settembre 2012 quando la Finanza si era presentata nelle sedi dei gruppi consiliari per sequestrare tutti i documenti contabili e le pezze giustificative a partire dal 2008.
C’è da dire che vi era la più totale mancanza di regole in Consiglio: non si era tenuti a conservare la documentazione e quindi era alla volontà dei singoli capigruppo mantenere scontrini e fatture. Le spese dovevano essere inerenti alle “attività istituzionali”, senza nulla di più specifico. Le voci di spese autorizzanti erano molto generiche: spese di rappresentanza, spese di stampa e comunicazione, spese di funzionamento del gruppo.

Mi piace credere che le indagini siano partite anche dalle mie continue denunce: avevo evidenziato per due anni, in giro per il Piemonte, lo scandalo dei rimborsi dei consiglieri regionali che sostenevano di abitare nei luoghi più lontani del Piemonte, consiglieri che dichiaravano missioni istituzionali di sabato, domenica e anche nelle festività comandate. Sulle spese dei gruppi c’era il buio totale: noi eravamo stati i primi a pubblicare dettagli più chiari e persino l’intera prima nota. Molti ricordano invece la denuncia dell’onorevole (poco onorevole secondo me) Rosso in una trasmissione televisiva nazionale.

La Procura ad aprile 2013 aveva aperto le indagini su 56 consiglieri su 60, lasciando fuori solo chi aveva spese dubbie per meno di 3000 €. io stesso ero sotto quella cifra (mi erano stati contestati 677 €, ma 3905 erano spese del gruppo consiliare) e quindi come capogruppo sono stato indagato.
Il M5S ha lavorato mesi per giustificare ogni singola spesa alla Procura, restituendo pure spese che potevano essere considerate non congrue: ad esempio i rimborsi per attività istituzionali che la Procura riteneva fossero da ritenersi incluse nel lauto stipendio dei consiglieri, formato da indennità, diaria e rimborsi. Com’è noto, i consiglieri regionali del M5S si sono autoridotti lo stipendio a 2500 € netti al mese, e quindi semplicemente i rimborsi per attività istituzionali (poche decine di € al mese) sono stati presi dall’avanzo di stipendio.

La maggioranza invece ha deciso di non rispondere alla magistratura o proprio di non presentarsi.
Cota ha deciso di scrivere una lettera ai piemontesi dicendo che è un politico onesto, padre di famiglia. Io voglio pensare che possa anche uscire dall’indagine illeso, rimarrebbe però il problema politico se 34 dei suoi 36 consiglieri venissero rinviati a giudizio. Con contestazioni molto forti: rimborsi di abiti di lusso, gomme per l’auto, biglietti per partite di calcio, spese per il partito, campanacci per mucche, estetista e solarium e decine decine di migliaia di euro per cene istituzionali. E’ il fallimento di un’intera classe politica, compresa parte del centrosinistra (9 su 22).
In più pende ancora il ricorso al TAR sulla validità del voto regionale a seguito della condanna definitiva in Cassazione di Giovine. Si esprimerà il 9 gennaio.

Io spero che il Presidente Cota non voglia attendere quella data e che, approvato il bilancio previsionale 2014 della Regione, il 31.12.2013 stacchi la spina, rimandando al voto il Piemonte, ripristinando un senso minimo di legalità in questa Regione. E’ necessario un netto ricambio di classe politica, e anche, io credo, un cambio delle forze politiche che negli ultimi 20 anni ci hanno governato.