Legge elettorale: preferenze e maturità

Fonte: Sondaggio SWG
Fonte: Sondaggio SWG

Alla fine pare ci sia l’accordo tra Renzi e Berlusconi sulla nuova legge elettorale: sarà quindi un proporzionale con premio di maggioranza del 15% a partire dal 37% e liste bloccate.
La sostanza non cambia rispetto a quanto già deciso dai due “padroni del vapore” alcuni giorni fa. La proposta difficilmente subirà modifiche: arriverà in Aula, per la solita ratifica, fastidioso rito di una democrazia parlamentare ormai obsoleta per i nostri decisionisti, senza nemmeno il voto della Commissione Affari costituzionali.
La sentenza della Corte Costituzionale che bocciava senza appello il Porcellum pare non interessare più; o meglio, non interessano più i suoi contenuti.
Giova a questo proposito ricordare il passaggio della sentenza nel quale si parla delle preferenze:

“In definitiva, è la circostanza che alla totalità dei parlamentari eletti, senza alcuna eccezione, manca il sostegno della indicazione personale dei cittadini, che ferisce la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione.” […] “Le condizioni stabilite dalle norme censurate sono, viceversa, tali da alterare per l’intero complesso dei parlamentari il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti. Anzi, impedendo che esso si costituisca correttamente e direttamente, coartano la libertà di scelta degli elettori nell’elezione dei propri rappresentanti in Parlamento, che costituisce una delle principali espressioni della sovranità popolare, e pertanto contraddicono il principio democratico, incidendo sulla stessa libertà del voto di cui all’art. 48 Cost.”

Ma non vorrete mica far saltare questo clima di “grande sintonia” solo per delle insignificanti preferenze! In fondo, gli italiani non sono maturi per le preferenze, e poi favoriscono il voto di scambio… Certo, parliamo di un fenomeno criminoso molto diffuso nel nostro Paese, ma non è certo sufficiente una legge elettorale per eradicarlo. Basta inoltre vedere certi personaggi mandati in Parlamento dalle segreterie di partito da quando c’è il Porcellum, che si sono guadagnati gli onori delle cronache o della satira politica; diciamo che i partiti non hanno dimostrato maggiori capacità dei cittadini nella scelta dei loro rappresentanti in Parlamento. Non di meno, al netto dell’attendibilità dei sondaggi, l’orientamento dei cittadini a favore delle preferenze appare chiaro. Quanto alla maturità, forse nessuno si ricorda che le prime elezioni politiche dell’Italia repubblicana del 1948, con un elettorato non certo “maturo”, prevedevano – seppur con un meccanismo piuttosto complicato – il voto di preferenza.
Ci tocca rimpiangere i tempi di Don Camillo e Peppone, allora la differenza tra l’uno e l’altro si notava…