IL PIEMONTE NON HA BISOGNO DI ALTRI INCENERITORI, SERVE MIGLIORARE DIFFERENZIATA E SELEZIONE DEI RIFIUTI. CHIAMPARINO E CIRIO DICANO COME LA PENSANO!

IL PIEMONTE NON HA BISOGNO DI ALTRI INCENERITORI, SERVE MIGLIORARE DIFFERENZIATA E SELEZIONE DEI RIFIUTI. CHIAMPARINO E CIRIO DICANO COME LA PENSANO!

Il Piemonte non ha bisogno di nuovi inceneritori, bisogna invece arrivare progressivamente alla chiusura del Gerbido. Se Chiamparino vuole nuovi impianti di questo tipo, per trasparenza, almeno dica dove e come intende farli. Troppo comodo prometterli a ristrette platee evitando di andare sul territorio a dire chiaramente dove e come si vorrebbero bruciare i rifiuti. E Cirio come la pensa a riguardo? I cittadini Piemontesi hanno il diritto di sapere come la pensano i candidati alla presidenza della Regione Piemonte.

La nostra ricetta è molto chiara. Il Gerbido andrà progressivamente chiuso, proprio come ottenuto dal Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale nel nuovo piano rifiuti. Nel testo si prevede l’impegno a non rinnovare questa pratica alla scadenza naturale del contratto di servizio. In quell’occasione la Regione dovrà “adottare metodologie che non prevedano più la combustione dei rifiuti”.

E’ necessario, ed urgente, realizzare in Piemonte ulteriori piattaforme Corepla per la selezione delle plastiche ed allo stesso tempo introdurre impianti per il riciclo dei materiali assorbenti (pannolini e pannoloni).

Vogliamo inoltre arrivare alla tariffazione puntuale, applicata su tutti i Comuni del Piemonte, come previsto proprio dalla legge regionale sui rifiuti 1/2018. Occorre aumentare la qualità della raccolta differenziata arrivando all’obiettivo di produrre 50kg annui di rifiuti per abitante contro gli attuali 200 kg circa in tutto il piemonte.

Una raccolta differenziata migliore e la promozione di un’economia circolare contribuiscono a creare maggiori posti di lavoro (rispetto ai pochi di un impianto di incenerimento), a ridurre l’inquinamento ed a recuperare energia. Sull’ambiente noi abbiamo le idee chiare, gli altri possono dire altrettanto?

Gli inceneritori sono un disastro: subito un piano a Rifiuti Zero

Gli inceneritori sono un disastro: subito un piano a Rifiuti Zero

Riprendo il comunicato firmato da me e Davide Bono sui continui malfunzionamenti dell’inceneritore del Gerbido, pubblicato qui: http://bit.ly/2P8vGS8

Quello che diciamo da tempo sull’inceneritore di Torino ormai è ufficiale: funziona male e per questo motivo l’inizio della fase di “esercizio commerciale”, inizialmente prevista per il mese di aprile, slitterà di almeno un paio di mesi.

Continua

Il M5S in Parlamento prova a fermare gli inceneritori

C’è una buona notizia per chi da anni si batte contro l’utilizzo degli inceneritori come metodo di gestione dei rifiuti indifferenziati (o – più spesso – mal differenziati), anche se non è altro che l’ulteriore conferma dell’impegno del M5S sul tema, in tutte le istituzioni nelle quali rappresenta i cittadini.

Mercoledì 5 marzo alla Commissione Ambiente della Camera è approdata la risoluzione 7-000150, riguardante una moratoria per la costruzione di nuovi impianti di incenerimento, primo firmatario Massimo De Rosa.
Questi gli impegni chiesti dalla risoluzione al Governo:

– Assumere iniziative dirette a riconvertire i vecchi impianti di incenerimento in centri di compostaggio, riciclaggio ed impianti per il TMB (trattamento meccanico biologico) a freddo allo scopo di recuperare ulteriore materia da avviare a riciclo e non alla combustione (CDR e CSS) e per stabilizzare il restante, posto che questo tipo di impianti sono meno costosi, creano più occupazione ed hanno un impatto ambientale nullo;
– Individuare sistemi premiali per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani da parte dei comuni e delle società di erogazione di tali servizi, anche attraverso sistemi di tariffazione puntuali, al fine di raggiungere le percentuali di RD previste dalla legge;
– Assumere iniziative per azzerare progressivamente le discariche, contestualmente disponendo una moratoria per i nuovi impianti di incenerimento e l’eliminazione di tutti gli inceneritori entro il 2020, attraverso la riconversione industriale verso impianti di riciclo e recupero di materia, come già previsto ai punti 12 e 33 della risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012, “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”;
– Valutare complessivamente l’impatto che ciascun fattore antropico può produrre sull’ambiente, con particolare riguardo alla tecnologia, al lavoro, alla produzione di energia e all’urbanizzazione, sulla base dei principi e delle azioni che garantiscono benefici alla salute delle persone, come previsto dalla Carta di Ottawa per la promozione della salute del 17-21 novembre 1986 (…);
– Garantire ai cittadini l’accesso alla giustizia, alle informazioni ambientali ed a tutte le fasi del processo decisionale autorizzativo per nuovi impianti di trattamento ed al monitoraggio degli impianti attualmente in esercizio, come già previsto dalla Convenzione di Aarhus del 26 giugno 1998.

Conosciamo bene il probabile destino di questa risoluzione, ma è comunque importante ribadire una volta di più che gli inceneritori sono inutili e dannosi.
E’ importante perché anche nella nostra Regione si prosegue con questa pratica scellerata.
Mentre a Vercelli l’inceneritore deve ancora essere definitivamente chiuso, e deve essere effettuata una volta per tutte la bonifica del sito, l’impianto di Torino, avviato poco meno di un anno fa, continua a destare timori da un lato ed essere assurdamente glorificato dall’altro.
Secondo il Sindaco di Torino, infatti, il termovalorizzatore (leggasi inceneritore) è tra quegli investimenti che hanno “Ridisegnato il volto della città e favorito via via il consolidarsi di nuove vocazioni.”
Questa strabiliante affermazione è contenuta nella lettera che Fassino ha inviato al “Sole 24 Ore” per spiegare come Torino abbia saputo “reagire” alla crisi.
Per gran parte dei cittadini di Torino e cintura una delle “nuove vocazioni” citate da Fassino è sicuramente quella di essere stabilmente preoccupati per i continui guasti (uno al mese in media) ed i continui sforamenti nelle emissioni, quasi al limite delle 60 ore annuali consentite.

“Oltre” è lo slogan che ci accompagna dallo scorso V-Day, e vale anche per gli inceneritori.
Al Piemonte serve una nuova politica nella gestione dei rifiuti, con un nuovo piano a Rifiuti Zero.
Stop alla costruzione di nuovi impianti, e chiusura di quello appena avviato a Torino nel più breve tempo e col minor costo possibile.

Discarica di Torrazza, non si deve autorizzare l’ampliamento!

Mentre l’inceneritore del Gerbido continua ad ammorbare l’aria dei torinesi (ma secondo qualcuno sono “molestie olfattive tipiche della stagione”), una questione strettamente legata al conferimento di una parte delle sue scorie resta ancora senza soluzione. Si tratta del procedimento di autorizzazione all’ampliamento della discarica di Torrazza Piemonte.
A questo proposito penso sia necessario fare un breve riassunto di quanto accaduto nei mesi scorsi, e di come il M5S abbia seguito la questione.
Ad aprile 2013 il M5S interrogava la Giunta regionale per chiedere conto di come la SADI – Servizi Industriali (ora Ambienthesis S.p.A.) si fosse aggiudicata la gara per il trasporto ed il recupero delle ceneri dell’inceneritore, quando la stessa azienda da anni doveva essere delocalizzata dal sito di Orbassano, precondizione ritenuta indispensabile per l’entrata in funzione dell’inceneritore in un Accordo di Programma siglato dagli enti locali, ma mai messo in atto. La Giunta, nel precisare che i residui sarebbero stati trattati in un altro sito, menzionava la discarica “La Torrazza” di Torrazza P.te tra le destinazioni delle scorie.
Lo scorso mese di ottobre veniva presentata un’interrogazione a risposta immediata per chiedere chiarimenti sul progetto di ampliamento della Vasca 8 della discarica “La Torrazza”, di proprietà della stessa Ambienthesis, per portarvi ulteriori 94.000 metri cubi di nuovi rifiuti.
Tutto questo nonostante che il Decreto VIA n. 2392 del 22/02/1996 del Ministero dell’Ambiente, recepito anche da una delibera regionale del 2000, prescrivesse la cessazione dell’attività di discarica sul sito una volta colmata la vasca. La risposta della Giunta regionale in quel caso era stata chiara: “Il Ministero è il soggetto titolato a fornire un’interpretazione autentica rispetto alla validità delle prescrizioni contenute nel DEC.VIA”.
Il deputato M5S Mirko Busto ha allora posto il quesito al Ministero dell’Ambiente, ma la sua interrogazione attende ancora una risposta, mentre ne è stata evasa celermente una del PD sullo stesso argomento.
In questi giorni si riunirà in Provincia una commissione tecnico scientifica, mentre è ancora in corso l’iter della conferenza dei servizi.
A questo proposito riporto un passaggio del comunicato diffuso ieri, a firma del gruppo M5S locale, del cittadino alla Camera Mirko Busto e di Davide Bono:

“Come M5S, non solo nazionale ma anche regionale e locale, prendiamo atto che questi ultimi eventi di fatto convogliano l’intera responsabilità in merito all’ampliamento sulla sola provincia di Torino (guarda caso anch’essa PD!).
In ogni caso, questo passaggio parlamentare evidenzia come il Governo non abbia definito in alcun modo superata la prescrizione del 1996, sottolineando anzi la responsabilità della Provincia di ogni eventuale decisione presa in difformità, esattamente come aveva fatto la Regione Piemonte a ottobre.
Pertanto, nella prossima Conferenza dei Servizi per l’autorizzazione di questo infausto ampliamento, la Provincia, se vorrà autorizzare, non potrà in alcun modo definire superata e non più attuale la prescrizione data dal Governo nel ‘96, ma dovrà prendersi la responsabilità di spiegare perché tale prescrizione abbia perso validità.
Insomma, cosa è cambiato dal 1996 ad oggi?”

Evento “La Regione nel caos”, 24 gennaio a Condove

Buongiorno Condove ed il Movimento 5 Stelle Condove Vi invitano venerdì 24 gennaio, ore 21 presso la Biblioteca comunale di Condove.

Tares, mini imu, mu, tarsu, tia, tasi, tuc, fiscal compact, mes,…
Decreto salvaroma, milleproroghe, porcellum incostituzionale, parlamento illeggittimo, rimborsi elettorali si o no, tav si o no, compensazioni tav si o no,
Il Governo nel caos
Inceneritore e raccolta differenziata, azienda unica per i rifiuti, riforma sanitaria, salute a rischio, rimborsopoli, illeggitimita’ elezioni 2010……
La Regione nel caos

Tutto questo significa minori servizi dai comuni e maggior costo per i cittadini

Parliamone con gli eletti del m5s nel nostro territorio

Interverranno:

Laura Castelli
Deputata e membro Comm. Bilancio della Camera
Marco Scibona
Senatore e membro Comm. Trasporti del Senato
Davide Bono
Capogruppo in Regione Piemonte
Giorgio Bertola
Staff M5S in Regione Piemonte

Inceneritore: convocazione URGENTE Comitato Locale di Controllo

Ricevo e pubblico il comunicato del Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino:

La preoccupazione dei cittadini a causa dell’inceneritore del Gerbido sta crescendo a dismisura.
Sta aumentando esponenzialmente il numero di persone che si iscrivono tutti i giorni ai nostri gruppi facebook e alle nostre mailing list.
I cittadini sono preoccupati dei continui guasti con frequenti superamenti delle soglie di emissione delle sostanze nocive, delle visibili emissioni di fumo che spesso sono indice di malfunzionamento dell’impianto, degli odori oramai diventati insopportabili.
Sulla pressione di noi cittadini, i comuni di Grugliasco e Beinasco non hanno potuto fare a meno di convocare d’urgenza un incontro con il Comitato Locale di Controllo.
Qui di seguito le motivazioni ufficiali della richiesta riportate dal comune di Grugliasco:

“In data 2 e 4 gennaio 2014 sono state visibili emissioni di fumo che usciva in grosse quantità dal camino dell’impianto di termovalorizzatore del Gerbido con odori nauseanti percepiti dalla popolazione. A questo proposito si richiede con urgenza un incontro in cui le autorità competenti forniscano chiarimenti relativamente all’origine e alla natura delle emissioni in modo da poter fornite informazioni corrette ai cittadini e rassicurazioni sulla salubrità dell’aria.
Si coglie inoltre l’occasione per richiedere informazioni sugli odori nauseanti provenienti dall’impianto al mattino presto.”

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI PREOCCUPATI COME NOI A PARTECIPARE A QUESTO INCONTRO.
IN TANTI STANNO SEGUENDO IL NOSTRO INVITO A FARSI SENTIRE NELLE LORO LAMENTELE, A CHIEDERE SPIEGAZIONI AI LORO SINDACI, AI LORO CONSIGLIERI, A TELEFONARE O INVIARE EMAIL ALL’ARPA.
QUESTO INCONTRO E’ IL RISULTATO DELLA VOCE DEI CITTADINI CHE NON CI STANNO PIU’ A SUBIRE QUESTA SITUAZIONE.

Convocazione in via d’urgenza incontro Comitato Locale di Controllo.
GIOVEDì 16 GENNAIO 2014, ORE 17.00
presso il Comune di Grugliasco – Piazza Matteotti, 50 ,Sala del consiglio comunale

Invitiamo tutti a continuare a segnalare tutte le eventuali anomalie che vediamo intorno all’impianto del Gerbido (nubi, odori, ecc).
Ricordiamo che ciascun cittadino puo’ portare avanti degli esposti alla procura, tramite una semplice email,
Un esposto e’ molto semplicemente una segnalazione di qualcosa di potenzialmente anomalo sulla quale poi la procura decidera’ se avviare delle indagini.
Indagini per esempio per capire se e’ gia’ stato superato il numero massimo di sforamenti delle emissioni ammesso per legge da questi impianti.
Se nessuno segnala queste situazioni alla procura difficilmente partiranno delle indagini a riguardo.
Invitiamo inoltre a rendere pubbliche via facebook o via email tutte le segnalazioni o le situazioni di cui siamo stati testimoni, in modo che anche altri possano unirsi alle varie iniziative e dare magari un contributo maggiore per capire cio’ che sta capitando.

Inceneritore, paure e vie d’uscita

Il panorama di Torino vista dall’alto, visto dal Colle della Maddalena o dalle vicine montagne, affascina da sempre tutti quelli che hanno occasione di ammirarlo.
Da qualche tempo la visione non è turbata soltanto dalla ormai abituale cappa di smog, ma anche da elementi che destano maggior fastidio e preoccupazione.
Lo skyline torinese ha infatti dei nuovi protagonisti, che stanno facendo passare in secondo piano la Mole. Qualche settimana fa la foto che evidenziava come il grattacielo Intesa Sanpaolo (37 piani, 167 metri), ormai in fase di ultimazione, sembri più alto del simbolo di Torino è circolata parecchio su Facebook. Il tutto senza considerare che molti ancora non sanno che il grattacielo del Lingotto che ospiterà la Regione, con i suoi 205 metri, sarà ancora più alto.
Sullo sfondo, a sud, si staglia anche la sagoma del camino dell’inceneritore del Gerbido, e con essa purtroppo anche i suoi fumi. Della dannosità e dell’insensatezza di un impianto del genere se ne è parlato più volte.
Dallo scorso mese di aprile l’impianto è in funzione (anche se funziona poco e male) e la vista del fumo che esce dal camino e dalle parti laterali, unita alla percezione di puzze delle quali nessuno riesce a chiarire la provenienza, sta creando grande allarme.
Volendo ad ogni costo trovare un piccolo risvolto positivo, potremmo dire che perlomeno sembra che rispetto al passato ci siano più persone disposte a mobilitarsi. Per anni abbiamo fatto fatica anche solo a fare sapere ai cittadini residenti nel raggio di pochi chilometri che stavano costruendo un inceneritore! Non c’è dubbio tuttavia che la situazione sia preoccupante, come evidenziato anche dal comunicato dell’ISDE di Torino. Come si può vedere anche in questo video, non solo il fumo del camino assume spesso un poco rassicurante colore grigio scuro, ma anche quello proveniente dalle parti laterali, che dovrebbe essere solo “vapore”, e non si può non notare – come minimo dal punto di vista visivo – l’analogia con i “vapori” provenienti dall’Ilva di Taranto.
Le risposte degli enti preposti ai controlli non rassicurano in alcun modo, ma questa non è una novità, ed anche il Comitato Locale di Controllo, costituitosi per per vigilare sull’impianto, non fa altro che da cassa di risonanza per i comunicati di TRM, gestore dell’impianto, e già nello scorso mese di luglio il M5S Piemonte chiese le dimissioni del suo Presidente.
Da più parti ci si chiede se esista un modo per uscire da questo incubo nel più breve tempo possibile. Va detto che la via d’uscita non è semplice. Le competenze sulla gestione dei rifiuti sono ripartite tra lo Stato e gli Enti locali, e la materia è soggetta a pianificazione. La scelta operata in favore dell’inceneritore era la peggiore possibile, sia dal punto di vista dei costi che da quello dell’impatto sulla salute.
Questo significa che per dare il via in modo definitivo ad un ciclo virtuoso occorre definire un programma a medio termine. La nostra Regione ha un piano rifiuti che risale al 1997. Il punto di partenza dovrebbe essere un piano che non preveda la costruzione di nuovi impianti di incenerimento e che preveda una chiusura di quello appena avviato a Torino nel più breve tempo possibile, riducendo il più possibile il danno economico per i cittadini ed evitando qualsiasi forma di emergenza rifiuti. Occorre puntare su impianti di trattamento a freddo, raccolta differenziata, e riduzione della produzione di rifiuti.
Questa è una delle sfide che il M5S dovrà affrontare alle prossime elezioni regionali, una delle più difficili.