Sui FACILITATORI REGIONALI ed altre questioni del MoVimento #5Stelle (post lungo)

Sui FACILITATORI REGIONALI ed altre questioni del MoVimento #5Stelle (post lungo)

In questi giorni in tantissimi mi state domandando se intendo candidarmi al ruolo di facilitatore regionale, probabilmente perché in virtù del mio percorso nel M5S e della mia esperienza come candidato Presidente della regione Piemonte, potrebbe apparire a molti una scelta naturale; in realtà ho deciso di non candidarmi perché non ritengo questa proposta organizzativa la soluzione alle problematiche che il MoVimento sta attraversando in questo periodo, e ho deciso di spiegarne pubblicamente le ragioni.

➡️ La proposta di introduzione di un team di facilitatori regionali, per quanto lodevole tentativo di cambiamento per migliorare le attività del MoVimento 5 stelle sul territorio, giunge troppo “calata dall’alto”. Gli Stati Generali, che si svolgeranno dopo la definizione del team, avrebbero dovuto essere il primo passo della riorganizzazione e non l’ultimo. In questa occasione avremmo dovuto riscrivere insieme la carta dei valori del M5S e tutti gli aspetti della riorganizzazione potevano essere elaborati in condivisione e votati, invece nei fatti è stato chiesto alla Rete solo di ratificare un pacchetto preconfezionato.

➡️ Anche in Piemonte, per esempio, dopo “l’abbandono” e il disinteresse durante la campagna elettorale da parte del capo politico Luigi Di Maio e di alcuni altri importanti esponenti M5S piemontesi, mi sarei atteso uno spazio di confronto per discutere di cosa non ha funzionato, nella prospettiva di una maggiore e più proficua interazione futura. Non è avvenuto nulla di tutto quello che secondo me sarebbe stato utile e costruttivo per la definizione di un team di riferimento regionale.

➡️ Infine anche l’annunciato intervento sulla scelta dei facilitatori regionali con “correttivi” da parte del capo politico, apre la strada a decisioni del tutto discrezionali, in contrasto a quanto si addice ad una forza politica che ha tra i valori portanti la partecipazione e la democrazia diretta.

🔵 Non mi candido quindi a nessuno dei ruoli da facilitatore regionale, perché penso che prima di individuare nuove figure (che senza un’adeguata condivisione finiranno a far da ulteriore “filtro comunicativo”) ci sia urgente bisogno di fare dei passi per recuperare la fiducia tra di noi, eletti ed attivisti e soprattutto dobbiamo recuperare la fiducia degli elettori, con il dialogo aperto e costruttivo, ripartendo con umiltà e con la consapevolezza e la forza degli errori commessi, per tornare a confrontarci in modo diretto e sincero con la realtà.