Sociale – Il Piemonte #CambiaPasso

Sociale – Il Piemonte #CambiaPasso

Famiglie e sociale

Il Piemonte #CambiaPasso con Giorgio Bertola Presidente
Il programma del MoVimento 5 Stelle Piemonte per le elezioni regionali del 26 maggio 2019

 

 

PROMOZIONE DELL’INVECCHIAMENTO ATTIVO

L’aumento dell’età media della popolazione italiana e piemontesi rappresenta oggi una delle principali urgenze sociosanitarie e una sfida per il welfare pubblico-privato nonché per ogni linea di intervento di politica pubblica.  E’ necessario promuovere un invecchiamento in salute ed attivo, considerando la salute come una condizione di benessere psicofisico e non solo l’assenza di malattia.

Il 9 aprile 2019 è stata approvata la legge regionale n. 17 “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo” a prima firma MoVimento 5 stelle che ha l’obiettivo di promuovere la  “capacità di ridefinire e aggiornare il proprio progetto di vita in rapporto ai cambiamenti inerenti la persona e il modificarsi del contesto sociale in cui l’invecchiamento si colloca, ottimizzando le opportunità concernenti la salute, la sicurezza e la partecipazione alle attività sociali allo scopo di migliorare la qualità della vita e favorire un contributo attivo alla comunità”. La legge prevede la realizzazione di un Piano regionale triennale con cui “promuovere iniziative territoriali a favore delle persone adulte e anziane, negli ambiti della prevenzione, della formazione permanente, della cultura e del turismo sociale, dell’impegno civile, del volontariato in ruoli di cittadinanza attiva responsabile e solidale, dello sport e tempo libero, per il mantenimento del benessere durante l’invecchiamento e di un corretto stile di vita, anche attraverso il confronto e la partecipazione con le forze sociali e intergenerazionali”.

Riconoscimento e valorizzazione del ruolo delle Università delle Tre Età in rete con tutti gli attori sociali e culturali dei vari territori.

 

POTENZIAMENTO DEI SERVIZI A SOSTEGNO DELLE FRAGILITA’ SOCIALI  

Il 57% degli accessi ai servizi sociali della Regione Piemonte (dati 2016) riguarda adulti non disabili (37%) e minori non disabili (20%). Deve essere quindi garantito un progressivo potenziamento della presa in carico delle fragilità sociali con risposte efficaci ed efficienti della rete di servizi ed interventi sociali anche in accordo con i centri dell’impiego che erogheranno il reddito di cittadinanza e offriranno le offerte di lavoro.

La Regione Piemonte deve garantire il rispetto della legge regionale 1/2004: ”Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento”, in particolare all’articolo 35 in cui si dice che “Le risorse annuali regionali per il finanziamento degli interventi e dei servizi sociali sono almeno pari a quelle dell’anno precedente, incrementate del tasso di inflazione programmato”. Si deve progressivamente aumentare il finanziamento regionale in modo da permettere interventi anche a sostegno del welfare nei comuni.

 

SOCIALE PARTECIPATO, INNOVATIVO ED INCLUSIVO

Rispetto della legge regionale 1/2004  ”Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento”, in particolare all’articolo 16 e 17, approvando subito “Il piano regionale, integrato con il piano socio-sanitario regionale, ai fini di un’interazione effettiva delle funzioni socio-sanitarie rivolte ai cittadini, …con il concorso dei comuni e delle province”, nonché degli enti del Terzo Settore (anche ai sensi dell’art. 55 del Dlgs 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del Terzo Settore”), garantendo “il raccordo tra i piani di zona, con l’obiettivo di assicurare omogeneità di integrazione socio-sanitaria e l’accesso dei cittadini alle prestazioni erogate”. L’obiettivo è garantire omogeneità di offerta sociale e di elevare a standard regionale le best practices locali in termini di efficacia ed efficienza organizzativa e in termini di risultati per l’utenza. E’ fondamentale introdurre sistemi di valutazione e follow up dei sistemi organizzativi, con meccanismi di rendicontazione partecipata e trasparente alla cittadinanza anche al fine di responsabilizzare delle reti sociali

Il ruolo del terzo settore, APS (Associazioni di Promozione Sociale) e OdV (Organizzazioni di Volontariato), risulta fondamentale per produrre, in forma complementare al sostegno pubblico, benessere, aggregazione e valore aggiunto sociale. A tal fine può risultare utile introdurre uno strumento regionale di valutazione dell’impatto sociale (VIS) delle politiche pubbliche.

Obiettivo è stimolare la sperimentazione di strumenti innovativi di welfare comunitario, utilizzando le risorse e le reti sociali già presenti, con un coordinamento locale e una regia regionale quali interventi di prossimità, come “la badante e la baby sitter di condominio o di territorio” o, il “pasto di vicinato”.

 

STOP ALLE LISTE D’ATTESA PER RESIDENZIALITA’ DEGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

Superamento della D.G.R. 45/2012Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale e semiresidenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti” che ha di fatto introdotto le “liste di attesa” anche insieme alla revisione della DGR 25 giugno 2013, n. 14-5999 “Interventi per la revisione del percorso di presa in carico della persona anziana non autosufficiente in ottemperanza all’ordinanza del TAR Piemonte n. 141/2013”. Superamento della valutazione socioeconomica per l’ingresso in RSA: la valutazione sociale serve esclusivamente per la determinazione del soggetto pagatore della quota alberghiera e non deve essere discriminante per l’ingresso.

Ridiscussione delle esigenze della residenzialità anche con i gestori delle strutture stesse.

Piano di contrasto ai maltrattamenti con incentivi ad inserimento di strumenti di deterrenza quali sistemi di videosorveglianza a tutela sia degli ospiti che dei lavoratori delle strutture.

 

SUPPORTO ALLA DOMICILIARITA’ PER ANZIANI E DISABILI

Al fine di favorire la permanenza del soggetto anziano non autosufficiente al proprio domicilio il più a lungo possibile e rispettare quindi la normativa vigente cioè la legge regionale n. 10 del 18/02/2010 : “Servizi domiciliari per persone non autosufficienti”, deve essere presentato ed approvato il prima possibile il regolamento attuativo per i cosiddetti “assegni di cura”.

Deve essere attivato uno studio di valutazione costi-benefici nei casi di attuale erogazione di assegni di cura o forme analoghe di sostegno economico a sostegno del ruolo del caregiver rispetto ai costi per il sistema socio-sanitario di un ricovero in RSA. A seguito di tale valutazione devono essere aumentate congruamente le risorse a disposizione della domiciliarità e dei ricoveri di sollievo.

Devono inoltre essere esperite e potenziate tutte le forme di reti di solidarietà anche col “vicinato”, nonché la sperimentazione di badante di condominio, o di territorio condivisa tra un numero congruo di utenti residenti in luoghi vicini. Queste figure devono dare supporto nel disbrigo dei compiti quotidiani quali piccole faccende domestiche, acquisti generi alimentari, supporto nell’igiene personale nelle prime fasi di non autosufficienza in caso di assenza di caregiver familiare.

 

STOP BARRIERE ALLA PIENA INTEGRAZIONE DEI DISABILI

Un tavolo con le principali associazioni maggiormente rappresentative delle disabilità per riscrivere insieme la normativa di settore. Obiettivi principali puntare all’autonomia e alla vita indipendente, rispetto dell’obbligo formativo ed integrazione reale anche attraverso l’inserimento lavorativo ai sensi della legge 68/1999.

Monitoraggio e condivisione dei percorsi attivati (tirocini inserimenti contrattualizzazione effettiva) integrazione dei processi innescati tra tutti gli attori coinvolti consorzi socioassistenziali, CPI Agenzie per il Lavoro, Associazioni di riferimento,  in base agli obiettivi prefissati anche attraverso i “piani di zona”.

Eliminazione barriere fisiche e culturali per una reale e piena integrazione delle persone con disabilità.

 

SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E ISTITUZIONE DELLE CASE DELLE FAMIGLIE

Sostegno diretto ed indiretto alla natalità, senza interferenza sul libero processo decisionale della donna in primis e della coppia, rispetto alla ricerca di una gravidanza con pieno rispetto della l. 194.

Incentivi alla realizzazione nei posti di lavoro di nidi o baby parking al fine di venire incontro alle esigenze del personale con prole; dette strutture potranno essere aperte e fruibili anche da altri genitori che necessitano di supporto per i propri figli

Potenziamento dei consultori familiari, pediatrici e ginecologici ponendoli in rete tra loro, i servizi sociali e i medici di medicina generale/pediatri di libera scelta in modo da trasformarli in “Case delle Famiglie”  con l’obiettivo di dare un fondamentale supporto alla natalità e alla corretta genitorialità, superando le barriere comunicative tra amministrazione pubblica e cittadini per tutto quello che riguarda la vita quotidiana “delle famiglie” con integrazione dell’aspetto sanitario a quello sociale (prevista l’equipe multidisciplinare di psicologi, educatori, assistenti familiari e tutte quelle figure che possono servire a superare le fragilità della quotidianità della vita).

 

INTEGRAZIONE, INCLUSIONE E PARI OPPORTUNITA’ PER TUTTE E TUTTI

Impegno per il contrasto e la riduzione di tutte le disuguaglianze e discriminazioni che caratterizzano ancora la nostra società (uomo-donna, abile-disabile, sano-malato, cittadino italiano ed immigrato, eterosessuale vs LGBTQI) mediante campagne di informazione della cittadinanza e formazione del personale della pubblica amministrazione e nelle scuole.

Impegno per l’implementazione di condizioni di pari opportunità nella società piemontese, partendo dal mondo della pubblica amministrazione, sino a quello delle professioni e del mondo economico e della rappresentanza associativa e politica.

Modifica immediata della legge regionale piemontese che ancora non ha introdotto la doppia preferenza di genere ai sensi della legge 20/2016 “Modifica all’articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali”.

Sostegno ed implementazione della rete “case rifugio” e “centri antiviolenza” in maniera diffusa su tutto il territorio regionale, oltre che della rete delle Consigliere di Pari Opportunità e del patrocinio legale gratuito.

Azioni di prevenzione della violenza in tutte le sue forme nella famiglia, nella scuola e nell’università, nel mondo del lavoro, nei luoghi di detenzione e nella società.

Le azioni devono essere volte non solo a tutelare da una violenza già manifesta, ma anche a prevenire eventuali violenze, intervenire su eventuali figli e sul maltrattante stesso.

Formazione ed informazione sul bullismo e sul cyberbullismo nelle scuole pubbliche e private.

Tutela dei rifugiati e integrazione dei migranti con diritti e doveri, lotta alla tratta di esseri umani. Superamento dei campi nomadi

 

GESTIONE TRASPARENTE ATC, AUMENTO PATRIMONIO ABITATIVO

Modifica dei requisiti per locazione case popolari (ATC) sia in ingresso che per permanenza, privilegiando chi risiede da più tempo in Piemonte e nel Comune in cui richiede il sostegno.

Integrazione delle misure di sostegno all’abitare tra loro, in modo che ci sia sempre una risposta pubblica efficace: dalla casa popolare, al fondo salva-sfratti, all’incontro domanda offerta tramite Agenzie Sociali per la locazione (ASLO), alle nuove misure nazionali di contrasto alla povertà quali il Reddito di Cittadinanza.

Introduzione di una misura “salva mutui” per evitare il pignoramento delle prime case di mutuatari in difficoltà con il pagamento delle rate dei mutui anche come misura di incremento del patrimonio edilizio pubblico.

Fondo dedicato per manutenzioni urgenti e straordinarie del patrimonio ATC con anche la compartecipazione degli eventuali inquilini con sgravio sul canone.

Piano di razionalizzazione, trasparenza e condivisione dei bilanci delle ATC con individuazione prezzi standard per interventi manutentivi raffrontati all’offerta economicamente più vantaggiosa di un intervento pubblico messo a gara e il miglior prezzo ottenibile da un privato, per ridurre drasticamente costi e sprechi.

Controllo attento e puntuale del reddito degli assegnatari anche attraverso la valutazione degli stili di vita per stanare gli eventuali furbetti.

Bollette per gli inquilini chiare e trasparenti, stop a conguagli e piani di rientro insostenibili, con prima rata pari al valore delle rate dei mesi successivi.

 

STOP GIOCO D’AZZARDO, USURA E SOVRAINDEBITAMENTO

Proseguimento nel solco della legge regionale n.9 del 2016 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” per diminuire la diffusione del gioco d’azzardo patologico, campagne informative nelle scuole e sul territorio con il sostegno dei medici di medicina generale ed altre categorie professionali o associazioni.

Contrasto ai fenomeni di usura e al sovraindebitamento con diffusione di adeguate informazioni e formazione alle categorie più a rischio.