PLASTIC TAX, BASTA FALSITÀ E ALLARMISMI DA CIRIO E LA SUA GIUNTA.

PLASTIC TAX, BASTA FALSITÀ E ALLARMISMI DA CIRIO E LA SUA GIUNTA.

Sulla proposta di imposta chiamata “plastic tax” occorre fare chiarezza, per evitare la diffusione ad arte di fake news e allarmismi per mera propaganda politica da parte del centrodestra.

Tale imposta, 1 euro al kg, sarà applicata solo ed esclusivamente ai manufatti in plastica monouso che sono destinati a contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari; materiali progettati monouso, che in ottica di circolare, sono dei veri e propri errori di progettazione, e verrà applicata ai produttori e non ad altri soggetti della filiera, ad esempio aziende utilizzatrici.

Ad oggi infatti il contributo ambientale CONAI non viene pagato dai produttori ma dagli utilizzatori, ovvero aziende che utilizzano il packaging di plastica per confezionare il proprio prodotto, con riflessi diretti sul portafoglio del consumatore. Un funzionamento contrario a quanto previsto dall’Unione Europea e dal nuovo pacchetto di norme sull’economia circolare, che ha ampliato la Responsabilità Estesa ai produttori anche sugli imballaggi.

🔵 Cosa significa questo?

👉 Che le nuove disposizioni prevedono che gli Stati membri adottino misure volte ad assicurare che il produttore si assuma la responsabilità finanziaria e/o organizzativa della gestione della fase di vita di un prodotto che diventa un rifiuto, anche al fine di incentivarne la prevenzione.

👉 La manovra di Bilancio 2020 contempla inoltre un credito di imposta nella misura del 10% delle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti biodegradabili e compostabili, rivolto alle imprese attive nel settore delle materie plastiche, produttrici di manufatti con singolo impiego.

 Basta quindi falsità e allarmismi da parte di Cirio e della sua Giunta!

Impossibile ignorare la gravità dei livelli di #inquinamento causato dalla #plastica: non è possibile trovare neanche più un bicchiere di acqua che non sia contaminato da microplastiche. E non è più tollerabile fabbricare packaging di prodotti impossibili da riciclare, che vanno a creare un problema in tutta la filiera, come i roghi nei nostri impianti di trattamento e smaltimento rifiuti.