INFERMIERA VITTIMA DI STALKING, LA NOSTRA GRATITUDINE A LEI ED A TUTTI GLI OPERATORI NELLE STESSE CONDIZIONI

INFERMIERA VITTIMA DI STALKING, LA NOSTRA GRATITUDINE A LEI ED A TUTTI GLI OPERATORI NELLE STESSE CONDIZIONI

Piena solidarietà all’infermiera vittima di stalking da parte di alcuni vicini di casa dell’appartamento di La Loggia (TO) in cui ha trascorso la quarantena. Una donna che agli occhi di qualcuno era “colpevole” di aver fatto il proprio lavoro, come coordinatrice di un reparto Covid, ed essere stata contagiata. E’ stata additata come untrice, bersagliata da episodi spiacevoli come un cartello affisso nel condominio e la rottura dello spioncino della porta di casa e segnalata ai Carabinieri.

A lei, ed agli infermieri e dottori che si trovano nella stessa situazione, vogliamo esprimere la nostra gratitudine. Grazie per aver portato avanti, con serietà, il proprio lavoro anche a costo di subirne le conseguenze sulla salute. Grazie per aver continuato a lavorare in condizioni estreme, dimenticati da una Regione che, nelle fasi iniziali, vi ha privati anche dei dispositivi di protezione individuale.

Siamo al fianco degli operatori sanitari che si trovano in questa inaccettabile situazione. Dipinti come “eroi” sui social ma trattati alla stregua di untori nella realtà di tutti i giorni.

Riparti Piemonte, Cirio e Lega dimenticano interi settori economici e non dicono con quali risorse sosterranno questa misura

Riparti Piemonte, Cirio e Lega dimenticano interi settori economici e non dicono con quali risorse sosterranno questa misura

Il Riparti Piemonte dimentica buona parte del Piemonte. Completamente esclusi interi settori dai bonus, ne citiamo alcuni: ambulanti e commercianti no food, liberi professionisti (ad esempio i fotografi), settore sportivo, settore cultura, associazionismo, settore turismo (agenzie di viaggio) ed alcune categorie di servizi alla persona.

Come se non bastasse Cirio e Lega, ad oggi, non hanno ancora indicato come intendono recuperare gli 88 milioni necessari per i bonus e gli altri circa 700 milioni per le misure di sostegno all’economia piemontese. Dove sono le coperture? Dove prenderanno queste risorse? Nessuno lo ha ancora spiegato.

Silenzio da parte della Giunta e della maggioranza anche sul delicato tema della sicurezza dei lavoratori che hanno ripreso a lavorare. Non c’è traccia né di un piano né di un progetto per monitorare contagi e lavoratori esposti.

A ciò si aggiunge la presa in giro nei confronti del Consiglio regionale. Dopo aver annunciato sabato il Riparti Piemonte, oggi in Commissione regionale non è stata presentata nemmeno una riga della legge che dovrebbe aiutare l’economia piemontese. La Giunta si è presentata oggi in Commissione a mani vuote. Nulla di nulla, ad eccezione dei soliti slogan. Un siparietto indecente.

È inaccettabile che la Giunta continui a fare melina sulla comunicazione dei dettagli di questo importantissimo provvedimento alla Assemblea che rappresenta i cittadini piemontesi. Così come è indecente la propaganda politica a colpi di immagini ad effetto sui social in un momento così delicato per cittadini ed imprese.

LENTE D’INGRANDIMENTO SU SPESE CON PROCEDURA D’URGENZA. TENERE ALTA LA GUARDIA SU INTERESSI MAFIOSI IN QUESTO MOMENTO DI CRISI

LENTE D’INGRANDIMENTO SU SPESE CON PROCEDURA D’URGENZA. TENERE ALTA LA GUARDIA SU INTERESSI MAFIOSI IN QUESTO MOMENTO DI CRISI

Una lente d’ingrandimento sulle gare d’appalto e su tutte le spese effettuate dalla Regione Piemonte legate alla crisi Covid19 ed effettuate con procedura d’urgenza. Sarà questo l’impegno della Commissione Legalità della Regione Piemonte nelle prossime settimane, come stabilito nella seduta odierna.

Da sempre la pubblica amministrazione fa ricorso a procedure semplificate per dare risposte immediate alle emergenze. E’ importante agire velocemente ma, allo stesso tempo, è necessario verificare che siano state rispettate tutte le procedure, nel pieno rispetto della legalità. Le organizzazioni malavitose spesso sfruttano questi momenti di difficoltà per foraggiare il proprio business. Le cronache di questi giorni, e le recenti operazioni della Guardia di Finanza, dimostrano la necessità di tenere alta la guardia in questo momento storico particolarmente delicato.

La Commissione ha altresì stabilito di audire i vertici di SCR (Società di Committenza Regionale) e l’ex magistrato Antonio Rinaudo, Responsabile del coordinamento legale dell’Unità di Crisi. La Commissione sarà chiamata a svolgere un lavoro importante, fondamentale per la nostra Regione, per il quale garantiamo massimo impegno e serietà.

Salizzoni in task force non è la soluzione opportuna. Con la maggioranza serve dialogo sui temi

Salizzoni in task force non è la soluzione opportuna. Con la maggioranza serve dialogo sui temi

Inopportuna la proposta di inserire Salizzoni nella Task Force del Piemonte. L’obiettivo della task force dovrebbe essere analizzare e certificare le carenze strutturali che l’emergenza coronavirus ha messo in luce, un ruolo tecnico quindi e non politico.

In questo momento il professor Salizzoni, professionista di indiscussa competenza e professionalità, è un esponente di una forza di opposizione. Riteniamo pertanto che l’incarico sarebbe incompatibile con il suo ruolo politico.

Questa proposta appare come un goffo tentativo del capogruppo della Lega Preioni di ricucire i rapporti con le minoranze. Tuttavia la strada da seguire non può essere quella di distribuire incarichi quanto, piuttosto, un reale confronto sui temi.

Ci aspettiamo, viste le deleghe e le dichiarazioni d’intenti, un intervento del neo assessore Marrone affinché si riesca a superare la situazione di stallo che si è creata. L’avvio della cosiddetta Fase 2 richiede il massimo impegno e la massima collaborazione di tutte le forze politiche, la discussione sui temi controversi e non urgenti, come la caccia, può essere rimandata a tempi migliori.

MENTRE I CONTAGI AVANZANO E LE AZIENDE RISCHIANO DI CHIUDERE LA LEGA VUOLE PARLARE DELLA CACCIA AL MERLO

MENTRE I CONTAGI AVANZANO E LE AZIENDE RISCHIANO DI CHIUDERE LA LEGA VUOLE PARLARE DELLA CACCIA AL MERLO

Il Piemonte sta attraversando una crisi sanitaria senza precedenti, il trend dei contagi da Covid19 è tra i più preoccupanti del Paese, piccole e grandi imprese rischiano di chiudere per sempre, ma le priorità della Giunta regionale sembrano essere le modifiche alla legge sulla caccia ed a quella sull’uso delle cave. Uno schiaffo in faccia alle famiglie in difficoltà, agli operatori sanitari che da mesi lavorano in condizioni estreme ed alle aziende ormai allo stremo. La politica regionale si dovrebbe occupare di tamponi, fase 2 e misure di sostegno all’economia regionale.

Invece, secondo la Lega, il Consiglio regionale dovrebbe discutere se si debba consentire o meno la caccia al merlo oppure all’allodola e di utilizzo delle cave. Temi divisivi, che non presentano alcuna caratteristica di urgenza, ma invece sono stati inseriti all’interno della cosiddetta legge omnibus.

Siamo a disposizione, come è sempre avvenuto in questa fase di emergenza, di affrontare seriamente temi importanti per i cittadini piemontesi: contenimento dei contagi e ripartenza. Non siamo disposti però ad accettare questi diktat senza senso della Lega e dei suoi alleati.

La soluzione non è Fazio, serve un commissariamento concordato con il Governo

La soluzione non è Fazio, serve un commissariamento concordato con il Governo

Apprendiamo dai media che il Presidente Cirio avrebbe deciso di rivedere la catena di comando dell’Unità di crisi per la gestione dell’emergenza epidemiologica nella nostra Regione.
La probabile nomina dell’ex Ministro Fazio nell’Unità di crisi è la dimostrazione, evidente, della necessità di un commissariamento, come ripetiamo ormai da giorni. La gestione della crisi in Piemonte non ha funzionato, lo dimostrano i numeri. Non pensiamo che la situazione possa essere risolta da un vecchio compagno di partito di Cirio. L’amicizia con il Presidente e l’aver militato per decenni in Forza Italia non possono essere la garanzia per un’auspicata svolta. Se Cirio intende commissariare l’Unità di crisi lo faccia di concerto con il Governo e con il Ministro della Sanità.
Per questo chiediamo al Presidente Cirio di confrontarsi direttamente con il Governo. Nel Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 – Art. 42 – sono state introdotte le modalità attraverso le quali l’Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas) può supportare le regioni “collaborando all’azione di potenziamento della rete di assistenza ospedaliera e territoriale, al fine di assicurare la piu’ elevata risposta sanitaria all’emergenza, monitorando l’adozione, l’aggiornamento e l’attuazione dei piani…”.
Il Presidente Cirio colga l’occasione affinché il Piemonte non debba più avere settimane nere come quelle che stiamo vivendo anche a causa di evidenti criticità nella gestione dell’emergenza da parte dell’Unità di crisi, come testimoniano anche gli ultimi fatti in merito al rifiuto di supporto medico giunto dalla Protezione Civile di Roma.

IN PIENA EMERGENZA VIRUS LA  GIUNTA DI DESTRA TIRA DRITTO E PUNTA A PEGGIORARE LA LEGGE SULLA CACCIA. CI OPPORREMO IN OGNI SEDE

IN PIENA EMERGENZA VIRUS LA GIUNTA DI DESTRA TIRA DRITTO E PUNTA A PEGGIORARE LA LEGGE SULLA CACCIA. CI OPPORREMO IN OGNI SEDE

La Giunta regionale tenta di far passare sottotraccia – proprio nel mezzo dell’emergenza Coronavirus – importanti modifiche a norme, come quelle che regolano l’attività venatoria, che nella scorsa legislatura hanno richiesto mesi di discussione e confronto.
L’asservimento della destra alla lobby della caccia ha radici ben solide. Le modifiche proposte nel provvedimento di Giunta ci riportano infatti agli anni del governo Cota quando, con un colpo di spugna, cancellò la legge 70 al solo scopo di impedire il referendum regionale contro la caccia già indetto per il 3 giugno 2012.
Oggi la prova delle macchinazioni della giunta Cirio è la convoca del Consiglio delle Autonomie Locale chiamato ad esprimersi sul DDL 83 che contiene, tra le altre cose, la reintroduzione della possibilità di cacciare quindici specie che avevano trovato protezione grazie all’approvazione di nostri emendamenti e l’impossibilità di proibire la caccia sui fondi di proprietà.
Lega e Giunta di centrodestra vogliono inoltre vanificare il raggiungimento degli obiettivi di stabilità delle popolazioni animali per continuare a foraggiare il fenomeno del ripopolamento con animali “pronta caccia”, spesso di provenienza estera, per cui gli enti territoriali spendono ogni anno la quasi totalità dei lori bilanci.

Queste argomentazioni sulla caccia fanno pensare alle delibere approvate ad agosto per far passare le questioni più spinose senza dover affrontare i dibattiti necessari. Assistere a un passo di questa portata per la nostra Regione è inaccettabile.

In ogni caso, l’azione lampo, già sventata a marzo quando la Giunta aveva tentato di far passare la norma insieme a bilancio e legge di stabilità, troverà di fronte la nostra fermissima opposizione in Commissione ed in Consiglio Regionale.

RSA, ICARDI NON CHIARISCE ED I PROVVEDIMENTI DI CAUCINO SONO INSUFFICIENTI. RINAUDO DIRIGE L’UNITA’ DI CRISI? A QUESTO PUNTO MEGLIO UN COMMISSARIO

RSA, ICARDI NON CHIARISCE ED I PROVVEDIMENTI DI CAUCINO SONO INSUFFICIENTI. RINAUDO DIRIGE L’UNITA’ DI CRISI? A QUESTO PUNTO MEGLIO UN COMMISSARIO

Sulle RSA si continua a perseverare negli errori. Il decreto legge “CuraItalia” del 17 marzo (Art. 4) prevede l’attivazione di aree sanitarie temporanee e le Linee Guida emanate dal Ministero del 25 marzo indicano chiaramente come “è necessario identificare prioritariamente strutture residenziali assistenziali dedicate ove trasferire i pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, per evitare il diffondersi del contagio e potenziare il relativo setting assistenziale”. Perché non sono state seguite?
Le “spiegazioni” di Icardi non hanno chiarito nulla in merito alla sciagurata delibera regionale che permette di ospitare in RSA pazienti Covid. Non si comprende inoltre quali siano le strutture da lui definite “vuote”.

Riguardo le dichiarazioni dell’Assessore Caucino, i provvedimenti presi dalla Giunta regionale per il reclutamento di personale nelle RSA non sono in alcun modo sufficienti. Appena 645 figure professionali assunte a fronte di 750 RSA sul territorio, meno di una a struttura. Le strutture piemontesi nelle quali sono stati effettuati i tamponi hanno circa il 30% degli operatori positivi al Covid, l’intervento della Regione Piemonte è quindi una goccia nel mare.

In questo quadro di incertezza si aggiunge il vuoto politico dell’Unità di crisi. Presidente e Vicepresidente della Giunta regionale sono assenti, Icardi non chiarisce nulla ed intanto la direzione della comunicazione sembra affidata al solo ex magistrato Rinaudo. Chi dirige l’Unità di Crisi? A questo punto, come chiediamo da ieri, appare sempre più auspicabile la nomina di un commissario di Governo.

POCHI TAMPONI A OSS E INFERMIERI A DOMICILIO. LA GIUNTA REGIONALE  INTERVENGA SUBITO

POCHI TAMPONI A OSS E INFERMIERI A DOMICILIO. LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA SUBITO

Ancora pochi tamponi per OSS (Operatori Socio Sanitari) ed infermieri che operano privatamente a domicilio. Vengono segnalate, quotidianamente, moltissime situazioni in cui gli operatori non sono stati sottoposti a tampone pur operando, a stretto contatto, con persone anziane, immunodepresse o comunque ad elevato rischio contagio.

Come stanno intervenendo le ASL per effettuare il tampone a queste categorie a rischio? A questa domanda l’assessorato alla Sanità, e le ASL piemontesi, non hanno ancora fornito una risposta esaustiva e valida per l’intero territorio regionale.

Chiediamo che la Giunta si attivi immediatamente per avviare un confronto con le realtà (cooperative, società…) che erogano questo servizio a domicilio con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza per lavoratori ed utenti.

Confusione nella gestione dell’emergenza, manca una visione di sistema

Confusione nella gestione dell’emergenza, manca una visione di sistema

Dalla conferenza stampa dell’assessore alla Sanità Icardi emerge confusione sui dati e carenze nella gestione dell’emergenza. Manca una visione di sistema, manca la volontà di coordinare tutti i soggetti in campo ed una regia forte e unica che guidi il Piemonte fuori dalla crisi. Le criticità riscontrate nelle RSA di mezzo Piemonte, il ritardo con cui ci si è confrontati con le comunità psichiatriche, le accuse dell’Ordine dei medici e la cronica mancanza di tamponi e dispositivi di protezione per gli operatori sanitari sono la dimostrazione del lavoro inadeguato condotto fino ad oggi dall’Unità di crisi.

Denunciamo inoltre la gestione per nulla trasparente di dati e numeri. L’assessorato alla Sanità non ha fornito comunicazioni né dati ieri in Consiglio regionale, zero numeri ed informazioni anche in Commissione sanità.

Oggi però l’assessore Icardi ha illustrato in conferenza stampa i numeri dell’andamento epidemiologico proprio mentre i presidenti dei gruppi d’opposizione erano impegnati nella conferenza dei capigruppo con il presidente del Consiglio regionale, ribadendo le richieste di documentazione tutt’ora inevase.

Questo metodo non consente di fare chiarezza su situazioni – vedi Casa di Riposo di Vercelli – sulle quali la Procura della Repubblica ha deciso di aprire un fascicolo. Non è accettabile che l’assessorato alla Sanità non risponda al Consiglio regionale.