Il Tav è un’opera che non sta in piedi. I dati dell’analisi

Il Tav è un’opera che non sta in piedi. I dati dell’analisi

“Il Tav Torino-Lione è un progetto che non sta in piedi dal punto di vista economico, perché è basato su previsioni di traffico del tutto irrealistiche; dal punto di vista ambientale, su valutazioni del tutto fantasiose”.

A sostenerlo è il professor Yves Crozet, specialista in economia dei trasporti dell’Università Lione 2, in una nota redatta su richiesta della Corte dei conti europea che poi avrebbe inserito tali osservazioni nella Relazione Speciale del giugno del 2020 in cui ha sostanzialmente stroncato l’opera.

“Al fine di aumentare la redditività potenziale di tutta l’operazione, il traffico è stato gonfiato con flussi attesi da tutta Europa, oltre a quelli previsti tra Londra e Parigi”

“La galleria Lione-Torino è un tipico esempio di questa manipolazione del calcolo economico in cui, oltre alla sopravvalutazione del traffico, vi sono valutazioni fantasiose dei guadagni in termini di emissioni di CO2.”

“All’orizzonte 2035, il traffico merci su rotaia supererà i 41 milioni di tonnellate all’anno, vale a dire quasi 14 volte il traffico attuale. ”

“Viene considerato un aumento del traffico ferroviario convenzionale che raggiungerebbe i 28 milioni di tonnellate, quasi 10 volte il traffico attuale! Anche volendo come si potrebbe raggiungere questo obiettivo quando, tra il 2000 e il 2016, il traffico merci ferroviario in Francia è diminuito del 40%?”

“Si menziona anche lo sviluppo dell’autostrada ferroviaria, il cui traffico nel 2035 sarebbe 65 volte superiore a quello del 2004”

“Il risparmio di CO2 diventerà quindi evidente solo verso la metà del 21° secolo. E 20 anni dopo, esse sono solo circa 7 milioni di tonnellate, 10 volte inferiori a quanto annunciato dai promotori del progetto.”