Il confronto e la partecipazione sono la linfa vitale del MoVimento

Il confronto e la partecipazione sono la linfa vitale del MoVimento

Il 4 Ottobre il MoVimento 5 Stelle ha festeggiato 11 anni, un bel pezzo di vita vissuta, eppure per me è stato il peggiore compleanno del sogno a cui ho dedicato, e ancora dedico, tanto impegno.

Lo so che nella natura stessa delle cose, come anche del MoVimento, è insito il cambiamento, ma chi non ha memoria del proprio passato, si condanna alla frantumazione della propria identità.

Il MoVimento è nato nei gazebo, nelle piazze, nel confronto e nella partecipazione, anche grazie ad uno strumento rivoluzionario come Rousseau, di cittadini che si prestavano per un periodo limitato alla politica con il preciso obiettivo di cambiare le cose che non andavano.

Ieri da quelle piazze denunciavamo l’attaccamento alle poltrone di chi faceva della politica una carriera saltando da un carro all’altro e accettando le alleanze strutturali e organiche, le cosiddette “lenzuolate” di simboli sulle schede elettorali, oggi puntiamo il dito contro una persona come Alessandro Di Battista perché non ha accettato incarichi e si è preso una pausa, rimanendo lo stesso attivo e presente nel dibattito.

Oggi viene definito “ribelle” chi non accetta la deriva dei nostri valori fondanti, ieri tutti noi che abbiamo partecipato e condiviso questo sogno, eravamo ribelli, perché non volevamo accettare lo status quo delle cose, perché volevamo cambiare il sistema mettendoci la faccia in prima persona.

Ieri ci dicevano: “voi non capite la complessità di governare, siete incompetenti”. Siamo scesi in campo e abbiamo dimostrato la serietà del nostro impegno, la capacità di ogni cittadino di incidere nella vita istituzionale. Oggi questa stessa frase è l’accusa che viene rivolta all’interno del nostro MoVimento verso chi denuncia le storture che non dovremmo essere disposti ad accettare pur di governare.

Sono perfettamente d’accordo con Di Battista quando afferma che “bisogna dire le cose giuste sempre, senza paura della verità”, non siamo nati nelle stanze del potere o come frutto di congetture strategiche fatte a tavolino, siamo partiti dal confronto e dal dialogo aperto e trasparente tra cittadini.

Se c’è una deriva nel MoVimento non è imputabile a chi sta cercando di portare alla luce la perdita della nostra identità e, ancora più grave, la perdita del nostro progetto iniziale, ma a chi ha rimandato questo confronto e dialogo, soprassedendo sugli Stati Generali più volte da più parti invocati.

Il confronto e la partecipazione sono la linfa vitale della nostra sopravvivenza.
Noi siamo movimento.