Approvata legge per introdurre elenco OSS ed enti di formazione. Strumento di garanzia per pazienti, famiglie ed operatori

Approvata legge per introdurre elenco OSS ed enti di formazione. Strumento di garanzia per pazienti, famiglie ed operatori

Il Piemonte avrà un elenco regionale per gli operatori socio sanitari (OSS) e gli enti accreditati per la formazione. E’ quanto stabilisce proposta di Legge del Movimento 5 Stelle, a prima firma Giorgio Bertola, approvata oggi dal Consiglio regionale del Piemonte.

L’elenco regionale offre maggiori garanzie agli utenti, alle loro famiglie ed al personale. Da una parte infatti si offre agli utenti la sicurezza di ricevere prestazioni da parte di personale qualificato e, dall’altro lato, si consente la valorizzazione delle competenze di coloro che hanno ottenuto uno specifico attestato di qualifica al termine di un percorso di formazione. In questo modo inoltre si offre maggiore trasparenza sugli organismi di formazione accreditati. L’elenco sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione Piemonte e la sua istituzione non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

Ora la Giunta sarà chiamata a redigere un regolamento per definire alcuni aspetti come le modalità di redazione, il modello di domanda d’iscrizione, le modalità di controllo e le cause di cancellazione. Siamo disponibili, fin da ora, a dare il nostro contributo anche in questa ulteriore fase per rendere l’elenco pienamente operativo ed utile per cittadini ed operatori.

GIUNTA CIRIO BOCCIA PROPOSTE PER AUMENTARE LE RISORSE DESTINATE AI SERVIZI DI SOSTEGNO PSICOLOGICO COME BONUS E MISURE STRUTTURALI

GIUNTA CIRIO BOCCIA PROPOSTE PER AUMENTARE LE RISORSE DESTINATE AI SERVIZI DI SOSTEGNO PSICOLOGICO COME BONUS E MISURE STRUTTURALI

Oltre all’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica, esiste anche un’emergenza psicologica poco visibile ma non meno importante. Abbiamo presentato in Consiglio regionale diverse proposte per sostenere il benessere psicologico di singole persone e famiglie.

Ci siamo concentrati su alcune fragilità, come dipendenze, vittime di usura e su alcune categorie particolarmente provate dal lockdown e dallo stress lavorativo, come gli operatori sanitari e le famiglie con figli minori.

Abbiamo presentato quindi emendamenti al disegno di legge “Riparti Piemonte” e al collegato alla legge di stabilità e anche un ordine del giorno mirati a sostenere il benessere ed a promuovere la salute mentale attraverso l’introduzione sia di misure d’emergenza come il cosiddetto bonus psicologico, sia di misure strutturali come il potenziamento dei centri antiviolenza, dei servizi per la cura delle dipendenze patologiche e l’introduzione di una nuova figura: lo psicologo del territorio.

Nessuna delle nostre proposte è stata accolta dalla Giunta e dalla maggioranza. In Commissione Sanità da mesi si parla di affidi, ma quando si tratta di potenziare e di sostenere concretamente i servizi, le famiglie e i minori, la Giunta Cirio e la Lega chiudono i rubinetti.

CONTRASTO ALL’AZZARDO: RITARDI E INADEMPIENZE NELL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE. PRONTI A DIFENDERLA NELLE SEDI OPPORTUNE

CONTRASTO ALL’AZZARDO: RITARDI E INADEMPIENZE NELL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE. PRONTI A DIFENDERLA NELLE SEDI OPPORTUNE

La giunta Cirio sta ponendo le basi per stravolgere la legge sul contrasto al gioco d’azzardo patologico quando dovrebbe prima di tutto curarsi di applicare quella in vigore.
Oggi ho interrogato la giunta per conoscere lo stato attuale di attuazione del piano regionale a prevenzione e contrasto della dipendenza patologica dal gioco d’azzardo per dare risposta a sindaci, operatori e cittadini che lottano in prima linea contro questa terribile piaga.

Il quadro emerso è preoccupante. Ritardi, inadempienze, scarsa attenzione e soprattutto poche risorse: è evidente che Lega e centrodestra non abbiano alcuna intenzione di applicare il piano regionale e vogliano invece preparare il terreno allo smantellamento della legge per liberalizzare le slot su tutto il territorio con vincoli meno stringenti di quelli attuali dando quindi il via libera alla lobby del gioco.

La “legge no slot” sta ottenendo dei risultati soddisfacenti. Lo ha ribadito pochi mesi fa l’IRES che ha condotto uno studio approfondito sul territorio. Noi ci opporremo in tutte le sedi perché non venga smantellata.

REVISIONE RETE OSPEDALIERA, NO A COLPI DI MANO COME CHIAMPARINO. SERVE UN CONFRONTO AMPIO IN CONSIGLIO REGIONALE

REVISIONE RETE OSPEDALIERA, NO A COLPI DI MANO COME CHIAMPARINO. SERVE UN CONFRONTO AMPIO IN CONSIGLIO REGIONALE

La delibera 1-600 targata Chiamparino e Saitta, nota anche come “Sfascia ospedali”, ha fatto più danni della grandine nel sistema sanitario piemontese. È stata imposta senza confronto con le amministrazioni locali ed ha privato molte comunità piemontesi di importanti servizi sul territorio. Una vera e propria mannaia che ha tagliato di netto posti letto e presìdi sanitari.

Giusto ed opportuno rivederla e migliorarla anche in conseguenza dell’emergenza Covid e della possibile seconda ondata. Sarà necessario però non commettere gli errori del passato quando la riforma è stata calata dall’alto come un editto. Il Consiglio regionale e la commissione sanità dovranno essere al centro del dibattito dal quale nascerà la revisione della delibera. Non siamo disposti ad accettare un’altra riforma decisa nelle segrete stanze di qualche circolo ristretto vicino al presidente o all’assessore di turno. Tutto dovrà avvenire alla luce del sole, attraverso un ampio confronto con operatori, cittadini, associazioni, amministrazioni locali ed opposizioni. Non consentiremo colpi di mano, in ballo c’è il futuro della sanità piemontese.

Nel frattempo avanziamo alcuni spunti sui quali sarà necessario lavorare. Pensiamo che debba essere riservata maggiore attenzione ai piccoli ospedali, sacrificati nell’ultima riforma regionale. Inoltre sarà opportuno pensare per le RSA una presa in carico differente, le cui criticità sono state messe in luce durante la pandemia.

Abbiamo fermato le leggi vergogna. Limitati i danni dopo lunga opposizione. Retromarcia della destra su azzardo e aumento delle specie cacciabili. Sì all’indagine su gestione emergenza covid19

Abbiamo fermato le leggi vergogna. Limitati i danni dopo lunga opposizione. Retromarcia della destra su azzardo e aumento delle specie cacciabili. Sì all’indagine su gestione emergenza covid19

Fine del muro contro muro. La maggioranza di destra, a fronte di un ciclopico lavoro da parte del M5S che ha presentato ben 1500 emendamenti su 1800, ha ritirato le proposte più imbarazzanti dalla legge “omnibus”. Dopo giorni di dibattito, è stato raggiunto infatti un accordo che prevede il ritiro degli emendamenti scandalo sulla liberalizzazione del gioco d’azzardo – una vera sanatoria per furbetti – e lo stralcio di buona parte delle modifiche della legge sulla caccia. Salve per ora otto specie: il merlo, la pavoncella, il moriglione, il frullino, la lepre variabile, il mestolone,il porciglione e il combattente.
Abbiamo limitato i danni: per la lobby venatoria e delle slot machine niente Natale in anticipo.

L’intesa prevede anche lo stop agli incarichi esterni previsti per il direttore dell’ARPA e il via libera all’indagine conoscitiva sulla gestione dell’emergenza Covid-19, guidata da una sottocommissione che sarà presieduta da un esponente delle minoranze.

Cirio e la Lega avevano quindi in mente di tramutare un collegato al bilancio – perché di questo si tratta – in un calderone omnibus pieno delle peggiori intenzioni: fucili, slot machine e favori.
Non glielo abbiamo permesso. Ora i provvedimenti più spinosi torneranno in Commissione e verranno discussi democraticamente nelle sedi opportune, audendo, come da prassi, stakeholder, associazioni e diretti interessati.
L’arma delle opposizioni in aula è il dialogo, la dialettica e la ricerca di compromesso ma la maggioranza di destra ci ha obbligati a ricorrere all’ostruzionismo più barricadero.
Ora la speranza è che dopo un anno di amministrazione abbiano finalmente compreso che governare una Regione prevede il confronto democratico.

CIRIO E LEGA DANNO IL VIA LIBERA AL GIOCO D’AZZARDO, UNA OPERAZIONE CRIMINALE. M5S A DIFESA DELLA LEGGE PIEMONTESE

CIRIO E LEGA DANNO IL VIA LIBERA AL GIOCO D’AZZARDO, UNA OPERAZIONE CRIMINALE. M5S A DIFESA DELLA LEGGE PIEMONTESE

Con un colpo di spugna nella legge Omnibus Cirio e la Lega vogliono cancellare la legge regionale sull’azzardo. Dare il via libera alle macchinette mangiasoldi, in questo momento storico, è un’operazione criminale. Le imprese devono ripartire in sicurezza, le famiglie piemontesi gestire lavoro e figli, interi settori economici sono ancora bloccati e qual è la risposta della Regione? Più gioco d’azzardo e via libera alla caccia al merlo, sono questi infatti i principali provvedimenti contenuti nella legge Omnibus in discussione in Consiglio regionale.

L’emendamento presentato in queste ore dall’assessore Tronzano cancella, di fatto, i provvedimenti più importanti contenuti nella legge 9/2016. Una norma presa a modello da altre regioni, che ha aiutato molte famiglie piemontesi ad uscire dal tunnel delle ludopatie. Non lo dice il Movimento 5 Stelle piemontese, che ha contribuito a scrivere il testo nella scorsa legislatura, ma lo raccontano i numeri delle analisi condotte da IRES Piemonte (Istituto di ricerca della Regione Piemonte) che fotografano un calo del giro d’affari di circa 500 milioni nel 2018.

Cirio e Lega vogliono portare indietro le lancette dell’orologio a quando le lobbies dell’azzardo avevano il campo libero. Non lo permetteremo, stiamo presentando una lunga serie di emendamenti per scongiurare questo pericoloso blitz.

Commissione su COVID, nulla di fatto dopo 2 giorni di Consiglio Regionale. Di cosa hanno paura Cirio e la Lega?

Commissione su COVID, nulla di fatto dopo 2 giorni di Consiglio Regionale. Di cosa hanno paura Cirio e la Lega?

Due giorni di Consiglio regionale e nulla di fatto. Uno spreco di tempo e risorse pubbliche causato dalle barricate di Lega e Cirio contro la proposta delle minoranze di aprire una Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid in Piemonte.

Perché tanta paura? Cosa hanno da nascondere Lega e Cirio? I cittadini meritano trasparenza, devono sapere come è stata gestita la Fase1. Allo stesso tempo la politica ha il dovere di individuare le criticità e migliorare la macchina regionale per non farsi trovare impreparata in vista di eventi simili in futuro.

La Commissione che abbiamo richiesto non è un tribunale della Santa inquisizione, ma uno strumento legittimo previsto dallo Stato regionale ed utile per fare chiarezza. Lo meritano i Piemontesi, le vittime del Covid e le loro famiglie.

Invece Lega e Cirio hanno ostacolato in ogni modo questa Commissione, un comportamento indegno. Soprattutto perché in cima alle priorità della maggioranza non c’è la chiarezza sull’emergenza Covid. Ma, come dimostrato dal dibattito odierno, hanno la precedenza le norme sulla caccia (contenute nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità regionale 2020) ed un tema di propaganda leghista come l’autonomia regionale.

Covid, Cirio e Lega ostacolano la commissione per fare chiarezza su gestione emergenza. Intanto preparano un blitz su caccia e autonomia

Covid, Cirio e Lega ostacolano la commissione per fare chiarezza su gestione emergenza. Intanto preparano un blitz su caccia e autonomia

Fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza Covid non è tra le priorità di Cirio e della Lega. Hanno invece la precedenza le norme sulla caccia (contenute nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità regionale 2020) ed un tema di propaganda leghista come l’autonomia regionale.

La decisione di oggi della maggioranza regionale di non affrontare il dibattito sull’apertura di una commissione sulla gestione dell’emergenza Covid è una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti di chi ha perso la vita a causa del virus e di chi ha subìto, sul proprio corpo, gli effetti devastanti di questa pandemia. Cos’hanno da nascondere Cirio e la Lega? Perché non intendono affrontare questo argomento? Una commissione sarebbe uno strumento utile per individuare gli errori commessi nel passato e lavorare per migliorare la risposta del sistema sanitario regionale in occasione di eventi simili in futuro. La maggioranza in questo modo preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto.

Via libera invece alla discussione sul collegato alla legge di stabilità, che non contiene certo interventi utili, e nemmeno urgenti, per i cittadini piemontesi. Pensiamo alle modifiche della legge sull’attività venatoria in cui si incrementano di 15 unità le specie cacciabili, si introduce la pericolosa pratica della caccia notturna degli ungulati, si consente l’immissione di animali d’allevamento cacciabili e si cancella la possibilità ai proprietari dei fondi di vietare la caccia sui propri terreni. Un vero e proprio blitz in favore della lobby venatoria mentre il Piemonte, a fatica, prova a rialzarsi dopo questa crisi senza precedenti.

Nella scala di priorità di Cirio e Lega l’emergenza Covid viene anche dopo della commissione autonomia dove la Lega sventolerà la bandiera del federalismo. Un vessillo ormai sbiadito: da oltre 20 anni la sanità viene gestita a livello regionale ed i fallimenti della classe politica piemontese (Lega compresa) sono sotto gli occhi di tutti.

Flash mob infermieri, Cirio e Lega hanno bocciato le nostre proposte per anticipare il bonus nazionale

Flash mob infermieri, Cirio e Lega hanno bocciato le nostre proposte per anticipare il bonus nazionale

Dalla Giunta regionale solo parole, discorsi e pacche sulle spalle ma di fatti concreti nemmeno l’ombra per gli infermieri del Piemonte. Giusta e condivisibile la protesta di oggi promossa da Nursind e Nursing Up.

Cirio e la Lega, in questi mesi, si sono distinti per non aver tenuto in nessuna considerazione le richieste di coloro che, fino a poche settimane fa, non esitavano a definire “eroi”. Invece al primo banco di prova, rappresentato dal “Riparti Piemonte”, non è stato fatto nulla. Il testo infatti era incentrato su norme edilizie ad uso e consumo di speculatori e mance riservate a talune categorie produttive mentre altre sono state escluse. A conti fatti, di benefici per il personale sanitario, non ne abbiamo visti come dimostra la manifestazione di oggi. Anzi, in Consiglio regionale Cirio e Lega hanno bocciato la nostra proposta per anticipare, attraverso un accordo integrativo, il bonus nazionale in favore del personale sanitario che ha combattuto in prima linea contro il Covid. Puglia e Veneto, due regioni di diverso colore politico, hanno raggiunto un accordo simile con le sigle sindacali. In Piemonte invece nulla di tutto ciò.

Il voto negativo è stata l’ennesima dimostrazione del modo di operare di questa Giunta: tanti annunci, zero fatti concreti.

QUALI AZIONI SARANNO INTRAPRESE NEI CONFRONTI DI DIPENDENTI INDAGATI E DIRETTORI? PRONTA INTERROGAZIONE IN REGIONE

QUALI AZIONI SARANNO INTRAPRESE NEI CONFRONTI DI DIPENDENTI INDAGATI E DIRETTORI? PRONTA INTERROGAZIONE IN REGIONE

Operazione Molosso, vogliamo chiarezza e risposte dalla Giunta Cirio. Quali azioni saranno intraprese nei confronti dei dipendenti delle ASL attualmente indagati? Sarà confermata la fiducia ai direttori delle ASL coinvolte (Torino, Torino4, Alessandria e Novara)? Serve una risposta chiara, netta e decisa da parte della politica piemontese. Non è necessario individuare una task force per prendere una posizione su situazioni del genere.

Se le accuse trovassero riscontro, emergerebbe un quadro compromesso di una buona fetta della sanità piemontese. Gli addebiti mossi dagli inquirenti sono vergognosi. Mentre i cittadini piemontesi, a fatica, provano ad uscire dall’emergenza Covid con enormi sacrifici, qualcuno nelle nostre ASL si sarebbe fatto corrompere con denaro ed oggetti preziosi.

Cirio ed Icardi non possono rimanere a guardare, pretendiamo una reazione forte da parte della Giunta regionale. Presenteremo un’interrogazione rivolta alla Giunta in occasione della prossima seduta del Consiglio regionale.

Questo ennesimo scandalo della sanità piemontese avviene, a nemmeno 24 ore, dall’intenzione manifestata da Lega e centrodestra di respingere la richiesta delle opposizioni su una Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. Il tentativo, nemmeno troppo velato, è quello di sottrarre al Consiglio regionale gli strumenti efficaci per fare chiarezza su come è stato gestito questo importante periodo di crisi sanitaria. I cittadini meritano trasparenza, chiarezza e risposte. Subito.