Più fondi per borse di studio ai medici specializzandi, la Lega boccia la nostra proposta

Più fondi per borse di studio ai medici specializzandi, la Lega boccia la nostra proposta

La maggioranza a guida Lega boccia l’emendamento a 5 Stelle, primo firmatario Giorgio Bertola, per aumentare di 8 milioni di euro le risorse regionali destinate alle borse di studio per medici specialisti, da sempre in numero ridotto in Piemonte. La nostra proposta prevedeva di inserire maggiori fondi nell’ambito del “Riparti Piemonte” con l’obiettivo di colmare il divario tra i fabbisogni espressi dalla Regione ed i contratti assegnati, ormai da anni in numero nettamente inferiore.

Abbiamo suggerito una dotazione aggiuntiva di 8 milioni di euro calcolando il numero complessivo di borse di studio che sarebbero necessarie ogni anno per il nostro Sistema Sanitario Regionale. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza di centrodestra giustificando la scelta con la presenza di fondi per questo ambito nel Decreto “Rilancio” del Governo.

Pensiamo che anche la Regione Piemonte avrebbe dovuto fare la propria parte garantendo risorse complementari anziché limitarsi ad utilizzare i fondi provenienti da Roma. E’ l’ennesima prova di come manchi una regìa nella sanità piemontese, una Giunta incapace di gestire l’emergenza così come di guardare al futuro.

Poco ambiente e poca economia circolare per far ripartire il Piemonte. Slancio verso il passato rischioso per territorio e paesaggio da M5S Piemonte

Poco ambiente e poca economia circolare per far ripartire il Piemonte. Slancio verso il passato rischioso per territorio e paesaggio da M5S Piemonte

C’è poco ambiente e poca economia circolare nel Riparti Piemonte della giunta Cirio. Nei 200 milioni messi a disposizione dalla regione per la gestione dell’emergenza non c’è nulla che lasci intendere uno slancio verso un’economia più sostenibile. I 44 milioni sbandierati dall’assessore Marnati sono tutti finanziamenti già previsti a bilancio,  tra fondi europei (per la maggior parte) e soldi regionali. Anche i 6.9 milioni per l’efficientamento energetico si riferiscono alla legge regionale 7 del 2018. Snobbato anche il settore agroambientale a cui vengono destinati solamente 600.000 euro. Tutti gli altri movimenti saranno frutto di spostamenti di capitale all’interno del Programma di Sviluppo Rurale (PSR).
E’ insomma un Riparti Piemonte che guarda al passato, ad un’Italia post bellica e rurale che pensava di poter ripartire dall’edilizia. Ora la massima semplificazione dell’iter amministrativo e la riduzione di oneri e adempimenti in materia di urbanistica e di tutela del paesaggio rischiano di accelerare solo cementificazione e sfruttamento del suolo.
Eppure la gestione della  fase post-emergenziale  da un punto di vista climatico e ambientale è alla fase cruciale. Questa battuta d’arresto globale dovrebbe essere – come sostiene una buona parte della comunità scientifica – un’occasione per ripensare le strategie economiche in una chiave più sostenibile e low carbon ma a conti fatti il rischio che questa pandemia possa trasformarsi in una debacle delle politiche per il clima è concreto.  La terra è tornata a respirare ma si tratta soltanto di una fase temporanea. Ciò che preoccupa è che le tematiche ambientali, davanti a un’urgenza di recuperare i danni economici provocati dalla catastrofe, possano essere messe in secondo piano determinando conseguenze ancora più devastanti.

Riparti Piemonte: troppe categorie escluse dai bonus. La Giunta non ha spiegato i criteri adottati, pronti i nostri emendamenti

Riparti Piemonte: troppe categorie escluse dai bonus. La Giunta non ha spiegato i criteri adottati, pronti i nostri emendamenti

Ancora troppe categorie del commercio, dell’artigianato e dei servizi alla persona escluse dal sistema dei bonus del Riparti Piemonte. In Commissione abbiamo chiesto l’integrazione delle attività dimenticate ma, dalla maggioranza, sono arrivate solo timide aperture riguardanti pochi settori.

Non si comprende, per quale motivo, alcune categorie vengano tenute in maggiore considerazione rispetto ad altre. I criteri adottati dalla Giunta sono oscuri, non condivisi e troppo discrezionali. Oggi in Commissione abbiamo chiesto chiarimenti ma non è arrivata alcuna risposta. E’ ormai evidente come per la Giunta Cirio ci siano attività di serie A, che possono ottenere il bonus, e di serie B che vengono dimenticate.

Il Bonus rappresenta comunque un piccolo contributo che non sarà sufficiente per superare questa crisi senza precedenti. Per senso di responsabilità non ostacoleremo questo provvedimento ma continueremo a lavorare, in Consiglio regionale ed in Commissione, per comprendere tutti i settori tra i beneficiari dei bonus e per aumentare gli strumenti messi in campo dalla Regione per il mondo del lavoro piemontese.

TERAPIE ANTI COVID NON HANNO SIMBOLI DI PARTITO. ICARDI E MARNATI CHIEDANO SCUSA E PENSINO A GARANTIRE LA SICUREZZA AGLI OPERATORI

TERAPIE ANTI COVID NON HANNO SIMBOLI DI PARTITO. ICARDI E MARNATI CHIEDANO SCUSA E PENSINO A GARANTIRE LA SICUREZZA AGLI OPERATORI

Le terapie anti Covid non hanno simboli di partito. Sono il risultato di anni ed anni di lavoro e sperimentazioni da parte di professionisti, i quali non indossano casacche politiche nello svolgimento del proprio lavoro. E’ vergognoso il tentativo degli assessori Icardi e Marnati di appropriarsi del primo caso di guarigione in Piemonte attraverso il plasma (terapia ancora in fase di sperimentazione).

Ricordiamo agli esponenti della Giunta che gli operatori sanitari del Piemonte non hanno bisogno di manifesti di partito, ma di tamponi, dispositivi di protezione individuale, ascolto e considerazione. Cose che sono mancate nella Fase1 ed in parte continuano a mancare anche nella Fase2.

La Giunta chieda scusa ai medici per questa imbarazzante invasione di campo e pensi piuttosto a garantire la sicurezza di tutti i lavoratori della Sanità piemontese.

In Piemonte cambiano i responsabili ma le RSA continuano ad essere la cenerentola della Sanità regionale

In Piemonte cambiano i responsabili ma le RSA continuano ad essere la cenerentola della Sanità regionale

Ci auguravamo che con l’arrivo dell’ex Ministro della salute – Dottor Ferruccio Fazio – la critica gestione dell’emergenza epidemiologica nelle RSA mutasse radicalmente. Purtroppo non è così. A distanza di circa 20 giorni dal suo arrivo, continuiamo a leggere notizie riguardo provvedimenti che rendono possibile il ritorno presso le RSA di ospiti precedentemente ricoverati in ospedali, in quanto positivi al Covid-19, senza attendere l’esito negativo del doppio tampone.

Eppure le linee di indirizzo dell’Istituto Superiore di Sanità e le Circolari emanate del Ministero sono chiare: nelle strutture socio assistenziali e sanitarie, dove persone con disabilità, con gravi patologie neurologiche e/o anziane vivono a stretto contatto tra loro e con il personale (sanitario e non) che li assiste, gli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19 possono essere particolarmente gravi.

Già nel Decreto del 2 maggio emanato dal Presidente Cirio siamo intervenuti come opposizione responsabile per mantenere il divieto di ingresso ai visitatori in tutte le strutture socio-assistenziali.

Così non è possibile andare avanti. Ci attendiamo una presa di posizione chiara da parte degli assessori competenti affinché si tuteli la salute e la sicurezza degli ospiti e degli operatori delle RSA a partire dall’implementazione del programma di monitoraggio sierologico così com’è previsto all’art. 3 del Protocollo d’Intesa siglato lo scorso 25 marzo.

INFERMIERA VITTIMA DI STALKING, LA NOSTRA GRATITUDINE A LEI ED A TUTTI GLI OPERATORI NELLE STESSE CONDIZIONI

INFERMIERA VITTIMA DI STALKING, LA NOSTRA GRATITUDINE A LEI ED A TUTTI GLI OPERATORI NELLE STESSE CONDIZIONI

Piena solidarietà all’infermiera vittima di stalking da parte di alcuni vicini di casa dell’appartamento di La Loggia (TO) in cui ha trascorso la quarantena. Una donna che agli occhi di qualcuno era “colpevole” di aver fatto il proprio lavoro, come coordinatrice di un reparto Covid, ed essere stata contagiata. E’ stata additata come untrice, bersagliata da episodi spiacevoli come un cartello affisso nel condominio e la rottura dello spioncino della porta di casa e segnalata ai Carabinieri.

A lei, ed agli infermieri e dottori che si trovano nella stessa situazione, vogliamo esprimere la nostra gratitudine. Grazie per aver portato avanti, con serietà, il proprio lavoro anche a costo di subirne le conseguenze sulla salute. Grazie per aver continuato a lavorare in condizioni estreme, dimenticati da una Regione che, nelle fasi iniziali, vi ha privati anche dei dispositivi di protezione individuale.

Siamo al fianco degli operatori sanitari che si trovano in questa inaccettabile situazione. Dipinti come “eroi” sui social ma trattati alla stregua di untori nella realtà di tutti i giorni.

Riparti Piemonte, Cirio e Lega dimenticano interi settori economici e non dicono con quali risorse sosterranno questa misura

Riparti Piemonte, Cirio e Lega dimenticano interi settori economici e non dicono con quali risorse sosterranno questa misura

Il Riparti Piemonte dimentica buona parte del Piemonte. Completamente esclusi interi settori dai bonus, ne citiamo alcuni: ambulanti e commercianti no food, liberi professionisti (ad esempio i fotografi), settore sportivo, settore cultura, associazionismo, settore turismo (agenzie di viaggio) ed alcune categorie di servizi alla persona.

Come se non bastasse Cirio e Lega, ad oggi, non hanno ancora indicato come intendono recuperare gli 88 milioni necessari per i bonus e gli altri circa 700 milioni per le misure di sostegno all’economia piemontese. Dove sono le coperture? Dove prenderanno queste risorse? Nessuno lo ha ancora spiegato.

Silenzio da parte della Giunta e della maggioranza anche sul delicato tema della sicurezza dei lavoratori che hanno ripreso a lavorare. Non c’è traccia né di un piano né di un progetto per monitorare contagi e lavoratori esposti.

A ciò si aggiunge la presa in giro nei confronti del Consiglio regionale. Dopo aver annunciato sabato il Riparti Piemonte, oggi in Commissione regionale non è stata presentata nemmeno una riga della legge che dovrebbe aiutare l’economia piemontese. La Giunta si è presentata oggi in Commissione a mani vuote. Nulla di nulla, ad eccezione dei soliti slogan. Un siparietto indecente.

È inaccettabile che la Giunta continui a fare melina sulla comunicazione dei dettagli di questo importantissimo provvedimento alla Assemblea che rappresenta i cittadini piemontesi. Così come è indecente la propaganda politica a colpi di immagini ad effetto sui social in un momento così delicato per cittadini ed imprese.

LENTE D’INGRANDIMENTO SU SPESE CON PROCEDURA D’URGENZA. TENERE ALTA LA GUARDIA SU INTERESSI MAFIOSI IN QUESTO MOMENTO DI CRISI

LENTE D’INGRANDIMENTO SU SPESE CON PROCEDURA D’URGENZA. TENERE ALTA LA GUARDIA SU INTERESSI MAFIOSI IN QUESTO MOMENTO DI CRISI

Una lente d’ingrandimento sulle gare d’appalto e su tutte le spese effettuate dalla Regione Piemonte legate alla crisi Covid19 ed effettuate con procedura d’urgenza. Sarà questo l’impegno della Commissione Legalità della Regione Piemonte nelle prossime settimane, come stabilito nella seduta odierna.

Da sempre la pubblica amministrazione fa ricorso a procedure semplificate per dare risposte immediate alle emergenze. E’ importante agire velocemente ma, allo stesso tempo, è necessario verificare che siano state rispettate tutte le procedure, nel pieno rispetto della legalità. Le organizzazioni malavitose spesso sfruttano questi momenti di difficoltà per foraggiare il proprio business. Le cronache di questi giorni, e le recenti operazioni della Guardia di Finanza, dimostrano la necessità di tenere alta la guardia in questo momento storico particolarmente delicato.

La Commissione ha altresì stabilito di audire i vertici di SCR (Società di Committenza Regionale) e l’ex magistrato Antonio Rinaudo, Responsabile del coordinamento legale dell’Unità di Crisi. La Commissione sarà chiamata a svolgere un lavoro importante, fondamentale per la nostra Regione, per il quale garantiamo massimo impegno e serietà.

Salizzoni in task force non è la soluzione opportuna. Con la maggioranza serve dialogo sui temi

Salizzoni in task force non è la soluzione opportuna. Con la maggioranza serve dialogo sui temi

Inopportuna la proposta di inserire Salizzoni nella Task Force del Piemonte. L’obiettivo della task force dovrebbe essere analizzare e certificare le carenze strutturali che l’emergenza coronavirus ha messo in luce, un ruolo tecnico quindi e non politico.

In questo momento il professor Salizzoni, professionista di indiscussa competenza e professionalità, è un esponente di una forza di opposizione. Riteniamo pertanto che l’incarico sarebbe incompatibile con il suo ruolo politico.

Questa proposta appare come un goffo tentativo del capogruppo della Lega Preioni di ricucire i rapporti con le minoranze. Tuttavia la strada da seguire non può essere quella di distribuire incarichi quanto, piuttosto, un reale confronto sui temi.

Ci aspettiamo, viste le deleghe e le dichiarazioni d’intenti, un intervento del neo assessore Marrone affinché si riesca a superare la situazione di stallo che si è creata. L’avvio della cosiddetta Fase 2 richiede il massimo impegno e la massima collaborazione di tutte le forze politiche, la discussione sui temi controversi e non urgenti, come la caccia, può essere rimandata a tempi migliori.

MENTRE I CONTAGI AVANZANO E LE AZIENDE RISCHIANO DI CHIUDERE LA LEGA VUOLE PARLARE DELLA CACCIA AL MERLO

MENTRE I CONTAGI AVANZANO E LE AZIENDE RISCHIANO DI CHIUDERE LA LEGA VUOLE PARLARE DELLA CACCIA AL MERLO

Il Piemonte sta attraversando una crisi sanitaria senza precedenti, il trend dei contagi da Covid19 è tra i più preoccupanti del Paese, piccole e grandi imprese rischiano di chiudere per sempre, ma le priorità della Giunta regionale sembrano essere le modifiche alla legge sulla caccia ed a quella sull’uso delle cave. Uno schiaffo in faccia alle famiglie in difficoltà, agli operatori sanitari che da mesi lavorano in condizioni estreme ed alle aziende ormai allo stremo. La politica regionale si dovrebbe occupare di tamponi, fase 2 e misure di sostegno all’economia regionale.

Invece, secondo la Lega, il Consiglio regionale dovrebbe discutere se si debba consentire o meno la caccia al merlo oppure all’allodola e di utilizzo delle cave. Temi divisivi, che non presentano alcuna caratteristica di urgenza, ma invece sono stati inseriti all’interno della cosiddetta legge omnibus.

Siamo a disposizione, come è sempre avvenuto in questa fase di emergenza, di affrontare seriamente temi importanti per i cittadini piemontesi: contenimento dei contagi e ripartenza. Non siamo disposti però ad accettare questi diktat senza senso della Lega e dei suoi alleati.