Flash mob infermieri, Cirio e Lega hanno bocciato le nostre proposte per anticipare il bonus nazionale

Flash mob infermieri, Cirio e Lega hanno bocciato le nostre proposte per anticipare il bonus nazionale

Dalla Giunta regionale solo parole, discorsi e pacche sulle spalle ma di fatti concreti nemmeno l’ombra per gli infermieri del Piemonte. Giusta e condivisibile la protesta di oggi promossa da Nursind e Nursing Up.

Cirio e la Lega, in questi mesi, si sono distinti per non aver tenuto in nessuna considerazione le richieste di coloro che, fino a poche settimane fa, non esitavano a definire “eroi”. Invece al primo banco di prova, rappresentato dal “Riparti Piemonte”, non è stato fatto nulla. Il testo infatti era incentrato su norme edilizie ad uso e consumo di speculatori e mance riservate a talune categorie produttive mentre altre sono state escluse. A conti fatti, di benefici per il personale sanitario, non ne abbiamo visti come dimostra la manifestazione di oggi. Anzi, in Consiglio regionale Cirio e Lega hanno bocciato la nostra proposta per anticipare, attraverso un accordo integrativo, il bonus nazionale in favore del personale sanitario che ha combattuto in prima linea contro il Covid. Puglia e Veneto, due regioni di diverso colore politico, hanno raggiunto un accordo simile con le sigle sindacali. In Piemonte invece nulla di tutto ciò.

Il voto negativo è stata l’ennesima dimostrazione del modo di operare di questa Giunta: tanti annunci, zero fatti concreti.

QUALI AZIONI SARANNO INTRAPRESE NEI CONFRONTI DI DIPENDENTI INDAGATI E DIRETTORI? PRONTA INTERROGAZIONE IN REGIONE

QUALI AZIONI SARANNO INTRAPRESE NEI CONFRONTI DI DIPENDENTI INDAGATI E DIRETTORI? PRONTA INTERROGAZIONE IN REGIONE

Operazione Molosso, vogliamo chiarezza e risposte dalla Giunta Cirio. Quali azioni saranno intraprese nei confronti dei dipendenti delle ASL attualmente indagati? Sarà confermata la fiducia ai direttori delle ASL coinvolte (Torino, Torino4, Alessandria e Novara)? Serve una risposta chiara, netta e decisa da parte della politica piemontese. Non è necessario individuare una task force per prendere una posizione su situazioni del genere.

Se le accuse trovassero riscontro, emergerebbe un quadro compromesso di una buona fetta della sanità piemontese. Gli addebiti mossi dagli inquirenti sono vergognosi. Mentre i cittadini piemontesi, a fatica, provano ad uscire dall’emergenza Covid con enormi sacrifici, qualcuno nelle nostre ASL si sarebbe fatto corrompere con denaro ed oggetti preziosi.

Cirio ed Icardi non possono rimanere a guardare, pretendiamo una reazione forte da parte della Giunta regionale. Presenteremo un’interrogazione rivolta alla Giunta in occasione della prossima seduta del Consiglio regionale.

Questo ennesimo scandalo della sanità piemontese avviene, a nemmeno 24 ore, dall’intenzione manifestata da Lega e centrodestra di respingere la richiesta delle opposizioni su una Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. Il tentativo, nemmeno troppo velato, è quello di sottrarre al Consiglio regionale gli strumenti efficaci per fare chiarezza su come è stato gestito questo importante periodo di crisi sanitaria. I cittadini meritano trasparenza, chiarezza e risposte. Subito.

Protesta specializzandi e lettera infermieri, due facce della stessa medaglia. Imbarazzante immobilismo della Regione

Protesta specializzandi e lettera infermieri, due facce della stessa medaglia. Imbarazzante immobilismo della Regione

Legittima e sacrosanta la protesta dei medici specializzandi oggi in Piazza Castello. Così come la lettera diffusa da OPI (Ordine delle professioni infermieristiche) che ha denunciato la scarsità di personale infermieristico nelle RSA.

Sono due facce della stessa medaglia, due categorie penalizzate dalla politica regionale. Nei discorsi ufficiali venono definiti “eroi”, ma nei fatti sono stati e continuano ad essere dimenticati dalla Giunta regionale.

L’ultima dimostrazione l’abbiamo avuta pochi giorni fa quando la maggioranza a trazione leghista ha bocciato tutti i nostri emendamenti al Riparti Piemonte che andavano in questa direzione. Il primo , a mia prima firma, prevedeva maggiori risorse sotto forma di borsa di studio da destinare ai medici specializzandi a seguito dell’emergenza Coronavirus. Avevamo suggerito la dotazione aggiuntiva di 8 milioni di euro calcolando il numero complessivo di borse di studio che sarebbero necessarie ogni anno per il nostro Sistema Sanitario Regionale. Ma dalla maggioranza di Cirio è arrivato un “No” senza appello. Stessa sorte per gli emendamenti, a prima firma Francesca Frediani, mirati a rivalutare i piani di fabbisogno del personale, definire l’erogazione degli incentivi mediante un accordo integrativo regionale, potenziare i fondi per il supporto psicologico (anche per operatori sanitari) in particolare nel post emergenza.

Gli specializzandi rappresentano il futuro della sanità piemontese ma vengono trattati dalla Regione come una palla al piede. Stessa considerazione viene riservata alle professioni infermieristiche, che svolgono un ruolo fondamentale per le RSA piemontesi. Il silenzio e l’immobilismo di Giunta e Presidente su entrambi i fronti è imbarazzante.

Riparti Piemonte: troppe categorie escluse dai bonus e via libera ad una colata di cemento

Riparti Piemonte: troppe categorie escluse dai bonus e via libera ad una colata di cemento

Mance distribuite senza criterio, tante categorie escluse ed una lunga serie di norme che permetteranno una vera e propria colata di cemento. E’ questo, in buona sostanza, il tanto sbandierato “Riparti Piemonte” di Cirio e della Lega. Un provvedimento ingiusto e senza prospettiva per la parte economica e con effetti devastanti per l’ambiente ed il paesaggio. Ci siamo rifiutati di prendere parte alla votazione per evitare di essere accostati, in qualsiasi modo, a questo scempio.

Questa Giunta che guarda al futuro come avveniva negli anni ’50, ignorando gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico e pensando che il cemento possa risolvere i problemi. Più cemento significa invece: maggiore rischio idrogeologico, meno sicurezza per i cittadini e nuove spese per porre rimedio ai danni di alluvioni ed esondazioni.

Inoltre gli articoli in materia di urbanistica, oltre ad essere pericolosi per l’ambiente, prevedono norme che potrebbero essere anticostituzionali. In caso di incostituzionalità i Comuni, le imprese ed i cittadini avranno perso tempo prezioso e risorse.

La legge approvata oggi è la più grande dimostrazione dell’incapacità della Giunta Cirio a governare il Piemonte. Gli effetti li pagheranno, purtroppo, i cittadini piemontesi.

Nel Riparti Piemonte targato Lega non c’è spazio per le borse di studio ai medici specializzandi

Nel Riparti Piemonte targato Lega non c’è spazio per le borse di studio ai medici specializzandi

Bocciato l’emendamento a prima firma Giorgio Bertola per chiedere maggiori risorse sotto forma di borsa di studio da destinare ai medici specializzandi a seguito dell’emergenza Coronavirus.

La maggioranza a guida Lega, dopo aver pasticciato per giorni con i bonus del Riparti Piemonte, non degna di alcuna attenzione una proposta che arriva direttamente dal mondo della sanità pubblica per voce dell’ordine dei medici. Il DL rilancio nazionale porta infatti con sé un intervento importante grazie all’attivazione di 400 nuove borse di studio. Sarebbe servito uno scossone anche dalla Regione soprattutto dopo le gravi ferite inferte dal virus. E invece nulla.

Avevamo già suggerito la dotazione aggiuntiva di 8 milioni di euro calcolando il numero complessivo di borse di studio che sarebbero necessarie ogni anno per il nostro Sistema Sanitario Regionale. Parere contrario della giunta, in attesa di varare la delibera. Ora l’assessore Icardi  parrebbe anche d’accordo ma a mancare sarebbero le risorse. Uno stucchevole gioco delle tre carte che grava sulla salute dei piemontesi.

La Regione Piemonte avrebbe dovuto fare la propria parte garantendo risorse complementari anziché limitarsi ad utilizzare i fondi provenienti da Roma. Oggi, durante il varo di un “Riparti Piemonte a tutto cemento”, abbiamo assistito all’ennesima performance che prova quale sia la reale posizione dell’amministrazione Cirio sulla sanità pubblica piemontese.

Riparti Piemonte, figuraccia della Giunta sui bonus regionali

Riparti Piemonte, figuraccia della Giunta sui bonus regionali

Comiche in Consiglio regionale: la maggioranza, da questa mattina, continua a riscrivere la legge sui destinatari dei bonus regionali. Un balletto indecente che si è protratto per l’intera giornata.

La Giunta Cirio, dopo aver ignorato tutti gli emendamenti del Movimento 5 Stelle, ha sbandierato una presunta condivisione dei provvedimenti con le organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro, ma questo accordo è stato categoricamente smentito da CNA Piemonte attraverso una mail. In merito al maxi emendamento della maggioranza i vertici della Confederazione Nazionale dell’Artigianato sono stati categorici: “in nessun modo il contenuto di tale emendamento è stato posto alla conoscenza delle scriventi né tanto meno alla condivisione in nessuna delle sue parti”. Una figuraccia senza precedenti che mette in luce l’inadeguatezza di questa Giunta: incapace a mantenere rapporti con le parti sociali ed incapace a condurre un’attività legislativa.

In mezzo a questa scena indecorosa ci sono gli interessi del mondo del lavoro della nostra Regione. Imprese, artigiani, lavoratori e cittadini piemontesi non meritano una Giunta di questo livello.

Protesta in Consiglio regionale: stop al cemento della Lega

Protesta in Consiglio regionale: stop al cemento della Lega

“Stop a al cemento della Lega” è il testo contenuto nei cartelli esposti oggi dai Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle per protestare contro le norme urbanistiche contenute nel “Riparti Piemonte”.

E’ la prima protesta avvenuta in videoconferenza nella storia del Consiglio regionale del Piemonte. Un primato di cui avremmo fatto volentieri a meno. La contestazione nasce per denunciare la colata di cemento che arriverà sul territorio con le scellerate scelte di questa Giunta. Sarà un #RipartiCemento e non certo una ripartenza di tutti i settori economici. Più cemento nella nostra Regione significa: maggiore rischio idrogeologico, meno sicurezza per i cittadini e nuove spese per porre rimedio ai danni di alluvioni ed esondazioni.

Inoltre gli articoli contenuti nel “Riparti Piemonte”, oltre ad essere pericolose per l’ambiente, prevedono norme che potrebbero essere anticostituzionali. In caso di incostituzionalità della legge regionale, i Comuni, le imprese ed i cittadini avranno perso tempo prezioso e risorse.

Le alternative non mancano. Abbiamo proposto alla Regione di incentivare chi vuole ristrutturare e rendere più efficiente la propria casa in armonia con i provvedimenti del Governo (per renderla più sostenibile aumentando anche il valore), oppure agevolare il riuso di aree industriali dismesse o inutilizzate. Proposte che sono cadute nel vuoto. L’idea di sviluppo del centrodestra regionale è ancora fermo agli anni ’50 mentre il resto dell’Europa pensa ad un nuovo “Green new deal”

Il Movimento 5 Stelle in Regione Piemonte è l’unica forza politica ad opporsi, senza sconti, a questo vero e proprio attacco al territorio. E continueremo su questa strada lavorando, ad ogni livello, affinché queste norme vengano fermate.

Urbanistica, Cirio e Lega preparano una colata di cemento per il Piemonte

Urbanistica, Cirio e Lega preparano una colata di cemento per il Piemonte

Abbandonato il tavolo sul “Riparti Piemonte”, il gruppo del Movimento 5 Stelle ha ritirato tutti i propri emendamenti al testo di legge. Cirio e la Lega vogliono sfruttare l’emergenza Covid19 per cementificare il Piemonte, una strategia mirata a favorire le speculazioni edilizie a scapito dell’ambiente, del territorio, dei cittadini. Si tradurrà in una colata di cemento sul Piemonte, sui nostri paesaggi, sulle ultime zone incontaminate. Non possiamo accettarlo.

Come se non bastasse le norme urbanistiche che si vorrebbero introdurre con il disegno di legge, della Giunta Cirio, oltre ad essere inaccettabili, hanno evidenti profili di incostituzionalità. Se saranno considerate tali, allora la Regione sarà responsabile per gli enormi danni in termini di tempo perso e risorse sprecate causati a cittadini, imprese ed amministrazioni locali.

Pensiamo che per ripartire non ci sia bisogno di un via libera indiscriminato al cemento. E’ necessario puntare sulle ristrutturazioni, sulle riqualificazioni energetiche, sul riutilizzo delle aree già compromesse. Più cemento significa invece maggiore rischio idrogeologico, meno sicurezza per i cittadini ed il rischio concreto di deturpare le bellezze della nostra Regione.

Contrasteremo in Consiglio regionale, con ogni strumento a disposizione, questa norma che porta indietro le lancette dell’orologio agli anni più bui della speculazione edilizia.

Treno del futuro sarà alimentato ad idrogeno. Dalla Alstom confortanti notizie, ora puntiamo sull’idrogeno “Made in Piemonte”

Treno del futuro sarà alimentato ad idrogeno. Dalla Alstom confortanti notizie, ora puntiamo sull’idrogeno “Made in Piemonte”

Il treno del futuro sarà alimentato a idrogeno e darà slancio a tutto il settore dei trasporti.

Dalla Bassa Sassonia giunge infatti la conferma che dopo 180.000 km percorsi l’operazione di prova di successo dei primi due treni al mondo a idrogeno Alstom è stata completata con successo.

Dal 2022, 14 treni della serie “Coradia iLint” di Alstom sostituiranno le unità diesel esistenti.

Come Movimento 5 Stelle abbiamo sostenuto sin dall’inizio della passata legislatura gli investimenti nel settore e cercato conferme e rassicurazioni affinché gli accordi fra Il Ministero dello sviluppo Economico, la Regione Piemonte e la stessa Alstom Spa intorno alla commessa Z1 – un lotto di ben 53 carrozze – del sito di Savigliano, fossero confermate.

L’idrogeno potrà essere in futuro un potenziale e importante vettore utile al miglioramento dello sfruttamento delle energie rinnovabili, specie nell’ottica in cui i treni a idrogeno possano ricoprire il ruolo di alternativa dove l’infrastruttura elettrica di potenziamento della rete di trasporto ferroviario risultasse troppo onerosa.

A seguito di opportune analisi costi benefici potranno infatti essere prese in esame anche le riaperture delle linee sospese, come la Asti – Alba, con costi molto più bassi.

I treni elettrici-idrogeno sono già in esercizio in Germania e vogliamo che possano essere anche “made in Piemonte”. La Alstom di Savigliano (CN) è un’eccellenza che merita di ospitare produzioni innovative e creare occupazione.

(Foto della visita all’Alstom di Savigliano dell’8 aprile 2019)

REGIONE PARTE CIVILE GRAZIE AD UN OBBLIGO DI LEGGE VOLUTO DAL MOVIMENTO 5 STELLE

REGIONE PARTE CIVILE GRAZIE AD UN OBBLIGO DI LEGGE VOLUTO DAL MOVIMENTO 5 STELLE

Processo Rosso, la Regione si costituirà parte civile grazie ad un obbligo di legge fortemente voluto e proposto dal Movimento 5 Stelle e successivamente approvato dal Consiglio regionale.

La Regione Piemonte ha il dovere di costituirsi parte civile, lo prevede la legge regionale n. 28 del 2016. Testuale Art. 1 Comma 2: “E’ fatto obbligo alla Regione di costituirsi parte civile in tutti quei procedimenti penali, relativi a fatti commessi nel territorio della Regione stessa, in cui sia stato emesso decreto che dispone il giudizio o decreto di citazione a giudizio contenente imputazioni per delitti di cui agli art. 416 – bis e 416 ter del codice penale”.

Un articolo proposto e sostenuto dal Movimento 5 Stelle e successivamente approvato in Consiglio regionale durante la scorsa legislatura. Fino ad allora, invece, questa scelta così importante veniva delegata alla sensibilità del politico di turno. In alcuni processi infatti la Regione si era costituita parte civile, in altri no. Dopo una lunga battaglia il Movimento 5 Stelle è riuscito ad inserire l’obbligo per legge.

Il comma 5 della suddetta legge prevede inoltre la destinazione delle somme liquidate, in seguito alla costituzione di parte civile, per la promozione della legalità sul territorio piemontese.