LA LEGA TAGLIA DUE MILIONI DI EURO ALL’ARPA. GIUNTA CIRIO CI RIPENSI

LA LEGA TAGLIA DUE MILIONI DI EURO ALL’ARPA. GIUNTA CIRIO CI RIPENSI

Due milioni di euro in meno. La scure dei tagli della Lega si abbatte sull’Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte. E se il bilancio preventivo verrà approvato, avrà effetto immediato già nel 2020.

La notizia è trapelata in commissione ambiente direttamente dall’assessore Marnati. Secondo quanto dichiarato dalla giunta il pesante taglio potrà essere coperto da un indefinito “tesoretto” che l’Agenzia avrebbe messo da parte negli anni.

Dai bilanci emerge che gli unici fondi extra dell’ente (come quelli derivanti dalle sanzioni per gli ecoreati) sono vincolati a spese circoscritte e non utilizzabili per investimenti.
Mentre i piccoli avanzi di amministrazione che vengono spesi annualmente per il rinnovo e il miglioramento dei laboratori e delle attrezzature.

I 14 mln di euro attualmente a bilancio della Regione, già ridotti nel 2016 da Chiamparino, sono appena sufficienti per coprire le spese ordinarie e il personale. Un ulteriore taglio potrebbe compromettere in modo definitivo l’efficacia di un ente che attualmente è un fiore all’occhiello della nostra Regione, uno strumento indispensabile per garantire la salute dei piemontesi.

L’ipotesi messa in campo da Marnati stride ancor di più se connessa alle recenti disposizioni della giunta che ha già attivato i nuovi maxi controllo delle caldaie piemontesi.

Confidiamo quindi sul buonsenso dell’assessore: torni indietro sulla decisione e ripristini il bilancio del 2019.
Sarà nostra premura chiedere un’audizione con ARPA per avere una più ampia comprensione delle conseguenze dei tagli sul funzionamento dell’agenzia e sulla salute dei piemontesi.

Dal Governo 5 mln per mobilità sostenibile, anche Regione faccia la propria parte

Dal Governo 5 mln per mobilità sostenibile, anche Regione faccia la propria parte

Dal Governo quasi 5 milioni di euro per progetti sulla mobilità sostenibile casa-lavoro stanziati dal Ministero dell’Ambiente per altrettanti progetti presentati da Comuni, o raggruppamenti di Comuni, del Piemonte.

“Il provvedimento che stanzia in totale 164 milioni di euro cofinanziati da Ministero dell’Ambiente ed Enti Locali di cui 77 stanziati dal Ministero dell’Ambiente è finalizzato a comuni con più di 100mila abitanti o raggruppamenti di Comuni.”

I progetti piemontesi finanziati sono stati presentati da: Comune di Torino, Città Metropolitana di Torino (per i Comuni di Almese, Avigliana, Beinasco, Borgofranco d’Ivrea, Caprie, Carmagnola, Chieri, Chivasso, Ivrea, Mombello di Torino, Moncalieri, Pecetto Torinese, Pinerolo, Pino Torinese, Piossasco e Pralormo); Comune di Collegno (per i Comuni di Collegno, Alpignano, Buttigliera Alta, Druento, Grugliasco, Pianezza, Rivoli, Rosta e San Gillio);  Unione dei Comuni Nord Est di Torino; Vercelli (per i Comuni di Vercelli, Casale Monferrato, Prarolo; Santhià, Trino e Unione Cos. Er. Bassa Vercellese).

Con questo provvedimento si vogliono iniziare pratiche virtuose sulla mobilità sostenibile per gli spostamenti casa-lavoro, che che sono fra i principali responsabili del congestionamento del traffico urbano e dell’inquinamento atmosferico nelle nostre città. Inquinamento che ha raggiunto livelli insostenibili con valori di pm 2.5 e pm 10 che mettono a rischio la salute umana tanto che diversi studi calcolano tra 90.000 e 65.000 morti premature l’anno a causa dell’inquinamento atmosferico. Promuovendo (e finanziando) pratiche come l’uso della bicicletta, il bike sharing, il car pooling, la mobilità elettrica collettiva, l’introduzione di mobility manager nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende, con questi provvedimento si punta a qualificare ambientalmente la cultura della mobilità, a migliorare la qualità della vita e dell’aria nelle città e a ridurre le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.

Un risultato importante raggiunto dal Governo, un intervento concreto per il nostro territorio duramente colpito dall’emergenza smog. Anche la Regione faccia la propria parte prevedendo fondi per i cittadini che decidono di acquistare veicoli meno inquinanti. Ad oggi, a parte gli annunci, non è stato fatto nulla in tal senso.

CIRIO TAGLIA ASSISTENZA SANITARIA A TORINO MA LA REGIONE NON HA ANCORA UNO STRACCIO DI PIANO SOCIO SANITARIO

CIRIO TAGLIA ASSISTENZA SANITARIA A TORINO MA LA REGIONE NON HA ANCORA UNO STRACCIO DI PIANO SOCIO SANITARIO

Volevano alzarsi lo stipendio ma non si fanno problemi a tagliare l’assistenza alle persone non autosufficienti di Torino. Ecco come lavora questa maggioranza targata Lega.

Così si lasciano senza sostegno migliaia di cittadini Torinesi non autosufficienti. Invece di alzare i fondi dell’assistenza in tutto il Piemonte (i dati Istat sono chiaro, la popolazione invecchia) Cirio e l’assessore Caucino (assente nella commissione congiunta con il Comune di Torino) tagliano 5 milioni di euro a Torino per spalmarli nelle altre province. Uno stratagemma bello e buono per coprire i buchi di bilancio a scapito dei torinesi. La Lega vuole scatenare una guerra tra poveri? Ci opporremo in ogni sede a questo scempio.

Il problema di fondo è che questa Giunta continua a fare propaganda ma, nei fatti, non ha ancora uno straccio di programmazione. A che punto siamo con il Piano Socio Sanitario Regionale? Come far fronte ai cambiamenti della società se non si pianifica a lungo termine?

Trentanove milioni di euro per combattere lo smog in Piemonte. Cirio non si faccia influenzare da chi ha velleità politiche

Trentanove milioni di euro per combattere lo smog in Piemonte. Cirio non si faccia influenzare da chi ha velleità politiche

Sono ben trentanove i milioni di euro in arrivo dal ministro Costa per combattere lo smog in Piemonte.
Entro 120 giorni dalla registrazione del decreto la nostra regione dovrà presentare al Ministero dell’Ambiente i progetti che illustrino gli interventi da attuare, che verranno poi sottoposti entro 45 giorni ad approvazione per la successiva ripartizione dei fondi.
Ci auguriamo che l’amministrazione Cirio non si faccia influenzare dai capricci e dalle velleità politiche di alcuni consiglieri e di alcuni assessori e faccia tesoro di tutte le opportunità che questa partita offre.

Vista la cruciale importanza del tema per la salute e la qualità di vita dei cittadini siamo convinti che i progetti non tarderanno ad arrivare. Ora abbiamo fra le mani le armi per migliorare il servizio di trasporto pubblico e per investire realmente sull’elettrico.
Serviranno anche nuove disposizioni e nuove dotazioni in materia di limitazione della circolazione dei mezzi più inquinanti. Perché la complicata battaglia contro gli effetti nefasti dell’inquinamento si vince anche con misure che non solleticano gli umori e gli appetiti del proprio elettorato.

Figuraccia della Lega, marcia indietro sulla proposta di aumentare lo stipendio agli assessori. Ora diminuire i compensi ai consiglieri

Figuraccia della Lega, marcia indietro sulla proposta di aumentare lo stipendio agli assessori. Ora diminuire i compensi ai consiglieri

Mille euro in più per gli assessori regionali, la Lega fa marcia indietro. Oggi in Commissione bilancio abbiamo assistito al cambio di rotta sulla proposta di legge “vergogna”, a firma Preioni, che avrebbe determinato l’aumento dell’indennità ai componenti della Giunta.

Concordiamo sulla necessità di rimodulare gli emolumenti affinché a maggiori responsabilità e compiti corrispondano maggiori riconoscimenti. La strada da seguire è quindi quella che da sempre il Movimento 5 Stelle propone ed i suoi portavoce applicano in prima persona: ridurre i compensi dei Consiglieri regionali. Non certo aumentare quelli della Giunta come avrebbe voluto la Lega. E’ necessario intervenire in quella parte di busta paga corrispondente ai rimborsi forfettari non tassati, 3.500 euro esentasse, che i Consiglieri intascano a prescindere dalle spese effettivamente sostenute. Dovrebbe inoltre essere previsto un meccanismo che permetta di parametrare lo stipendio in base alle presenze in Consiglio regionale e, soprattutto, nelle commissioni dove spesso si notano numerose assenze.

Sui costi della politica il Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha sempre preferito dare il buon esempio sperando di stimolare l’emulazione dei colleghi.

Ricordiamo infatti che è già possibile ridursi lo stipendi a prescindere dalle leggi in vigore. Dal 2014 al 2019 i Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno destinato 1.699.159,33 € delle eccedenze degli stipendi alle esigenze del Piemonte.

Le risorse decurtate dagli stipendi sono andate ai capitoli del Bilancio della Regione non adeguatamente finanziati, alle imprese attraverso il microcredito regionale e all’edilizia scolastica. Sono stati inoltre supportati i territori colpiti da calamità naturali e sostenuti i volontari antincendio, la Croce Rossa e numerosi altri enti sociali.

Un altro anno di ritardo, i cittadini continuano a pagare i fallimenti di destra e sinistra

Un altro anno di ritardo, i cittadini continuano a pagare i fallimenti di destra e sinistra

Slitta ancora il termine dei lavori del Grattacielo della Regione Piemonte. Un altro anno di ritardo che si somma al quinquennio già passato. E’ quanto emerso oggi in Consiglio regionale quando abbiamo interrogato la Giunta per conoscere le tempistiche dei collaudi necessari a permettere il trasferimento dei dipendenti regionali nella nuova sede unica.

L’assessore al Bilancio Tronzano ha ipotizzato la fine dei lavori a novembre 2020 ed i collaudi nell’anno successivo. L’ingresso dei dipendenti regionali avverrà quindi, nella migliore delle ipotesi, non prima del 2021, ovvero un anno dopo rispetto a quanto previsto nel corso dell’ultimo sopralluogo avvenuto l’anno scorso. Questo ennesimo ritardo si tradurrà, naturalmente, in ulteriori costi per i cittadini dovuti agli affitti delle attuali sedi regionali.

Continueremo a tenere alta l’attenzione sul completamento del grattacielo regionale finché non sarà scritta la parola fine a questa lunga telenovela. Ad oggi l’unica certezza è la consapevolezza di come quest’opera rappresenti il più grande monumento all’incapacità della vecchia politica, di destra e sinistra.

Numeri certificano che la legge regionale di contrasto all’azzardo funziona. Smontate fake news delle lobby del gioco, maggioranza ne prenda atto

Numeri certificano che la legge regionale di contrasto all’azzardo funziona. Smontate fake news delle lobby del gioco, maggioranza ne prenda atto

Dopo l’IRES, anche la Regione Piemonte, attraverso uno studio mirato presentato oggi in commissione legalità, certifica che la legge regionale sull’azzardo funziona e che i piemontesi hanno giocato meno e perso meno soldi rispetto al resto d’Italia.

Il volume del gioco d’azzardo è calato nel 2018 di quasi 500 milioni in controtendenza rispetto alle altre regioni. La relazione ha anche escluso il temuto aumento delle giocate online che, a quanto emerso oggi di fronte ad una imbarazzata maggioranza, registrano un aumento minore rispetto alle altre regioni Italiana.

Il tentativo della Lega e del centrodestra di smantellare una legge regionale che sta aiutando migliaia di famiglie ad uscire dal tunnel delle ludopatie e sta permettendo al piemonte di recuperare milioni di euro è sconcertante. Un mano tesa alle lobby del gioco di cui la nostra regione non ha certamente bisogno.

Ricordiamo infatti che per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili il testo prevede il divieto di collocare gli apparecchi per il gioco in locali che si trovino ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, non inferiore a 300 metri per i Comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti e non inferiore a 500 metri per i Comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti da istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, movicentro e stazioni ferroviarie.

Introduce inoltre il divieto di pubblicizzare qualsiasi attività pubblicitaria di apertura di sale da gioco. Siamo pronti a difendere questa norma in ogni sede dalle pressioni delle lobbies dell’azzardo. Ed anzi abbiamo presentato un’ulteriore proposta di legge (a firma Giorgio Bertola) ancora più stringente e tutelante per la salute dei cittadini piemontesi.

A Torino e in Regione il Movimento 5 Stelle sostiene con forza la legge piemontese sull’azzardo

A Torino e in Regione il Movimento 5 Stelle sostiene con forza la legge piemontese sull’azzardo

“E’ grave il tentativo del centrodestra di smantellare la legge regionale sull’azzardo (lr 9/2016) che funziona e sta aiutando molte famiglie piemontesi ad uscire dal tunnel delle ludopatie – affermano Giorgio Bertola, Consigliere regionale e Serena Imbesi, Consigliere comunale M5S – Una norma che il MoVimento 5 Stelle ha contribuito a scrivere parti fondamentali e sta diventando un modello a livello nazionale. L’efficacia è stata dimostrata dall’IRES (l’istituto ricerche della Regione Piemonte) che ha evidenziato, attraverso uno studio mirato, il calo di 497 milioni di giro d’affari dal 2016 al 2018. Inoltre sempre in questo biennio il gioco d’azzardo complessivo in Piemonte è cresciuto di meno rispetto alla media nazionale”.

Anche il Comune di Torino ha fatto la propria parte per raggiungere questi importanti risultati. Le ordinanze sugli apparecchi da gioco, emesse tempestivamente, si sono rivelate utili ed hanno contribuito ad aiutare molte famiglie. “La legge regionale è un atto importante che ha permesso ai sindaci di agire attraverso le ordinanze. Oggi possiamo dire con certezza che oltre alla sensibilità politica abbiamo anche dei fatti che dimostrano che quella legge è utile e le ordinanze sono necessarie” afferma la Sindaca Chiara Appendino.

Il testo di legge prevede il divieto di collocare gli apparecchi per il gioco in locali che si trovino ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, non inferiore a 300 metri per i Comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti e non inferiore a 500 metri per i Comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti da istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, movicentro e stazioni ferroviarie. Introduce inoltre il divieto di pubblicizzare qualsiasi attività pubblicitaria di apertura di sale da gioco.

“Non vogliamo – concludono Bertola e Imbesi – che il centrodestra faccia sprofondare di nuovo la regione ai volumi del gioco d’azzardo degli anni passati, che ricordiamo, equivalevano quasi all’intero bilancio della Regione Piemonte. Non vogliamo nessun passo indietro. Proprio in Consiglio regionale presenteremo un’ulteriore proposta di legge (a firma Giorgio Bertola) ancora più stringente e tutelante per la salute dei cittadini piemontesi”.

Emergenza climatica, maggioranza con poche idee e confuse. Giunta Cirio inadempiente sugli incentivi

Emergenza climatica, maggioranza con poche idee e confuse. Giunta Cirio inadempiente sugli incentivi

Con imperdonabile ritardo la maggioranza dichiara solamente oggi lo stato di emergenza climatica approvando un ordine del giorno di Fratelli d’Italia.

Respinti invece tutti gli atti politici delle minoranze. Un’operazione politica che dimostra la parzialità con cui la destra al governo della regione considera il tema del riscaldamento globale e dell’emergenza inquinamento. La giunta Cirio continua ad avere poche idee e confuse. Il lungo dibattito tenutosi oggi in aula di Consiglio ha infatti consegnato alle cronache molti strafalcioni, chiacchiere da bar e non pochi cortocircuiti. Oltre alla tradizionale e trasversale idolatria per le grandi opere e per il TAV.
I nostri ordini del giorno avrebbero infatti impegnato la giunta a rispettare un importante elenco di misure di contrasto all’emergenza ambientale e a predisporre un nuovo patto e un nuovo impegno sociale tra cittadini, imprese e istituzioni.

Ma sono gli incentivi economici i grandi assenti nel dibattito di oggi in Consiglio Regionale. L’aula aveva infatti respinto la proposta a prima firma Bertola sull’introduzione di un bonus per la sostituzione dei veicoli inquinanti esteso a tutti i cittadini.  L’assessore all’Ambiente Marnati  aveva infatti affermato che l’ordine del giorno M5S ricalcava proprio la linea della maggioranza, peraltro avviata attraverso una delibera di Giunta.
Ad oggi tuttavia, a distanza di 5 mesi, degli incentivi non c’è traccia.
Maggioranza inadempiente anche sull’impegno a mettere in campo misure sperimentali per il rifornimento di metano attraverso la modalità self service.

Un’ulteriore conferma che questa giunta Cirio è tutto fumo (inquinante) e niente arrosto.
MAGGIORANZA IN CONFUSIONE SULLA DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA. ORA STOP PROPAGANDA SU SALUTE E AMBIENTE

MAGGIORANZA IN CONFUSIONE SULLA DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA. ORA STOP PROPAGANDA SU SALUTE E AMBIENTE

Ancora confusione in maggioranza sul tema cambiamenti climatici e inquinamento. Il documento presentato da Fratelli D’Italia sulla dichiarazione dello stato di emergenza climatica è stato inconsapevolmente bollato come “inutile” dall’assessore all’ambiente Marnati, caduto dal pero dopo aver scoperto che l’atto proveniva dai suoi stessi banchi.

Sul tema cambiamenti climatici il cortocircuito della giunta Cirio appare evidente.

Sui media e sui social la maggioranza cavalca spavalda l’onda del malumore suscitato dai blocchi delle auto e strizza l’occhio ai No Ztl ma dietro le quinte tentenna e appare spaccata. Lo dimostra il fatto che sia i blocchi dei diesel sia la ZTL sono interventi previsti dal piano qualità dell’aria del bacino padano sottoscritto da quattro regioni tra le quali il Piemonte la Lombardia e il Veneto, tutte e tre sotto la guida della destra.

Proprio in queste ore sono stati divulgati i dati del rapporto “Mal’Aria2020” di Legambiente secondo cui l’inquinamento atmosferico continua ad avere impatti devastanti sulla salute della popolazione italiana ed in particolare per la città di Torino, su cui pesano più di mille sforamenti negli ultimi dieci anni. Ogni anno sono infatti oltre 60 mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico. Decessi che determinano un danno economico che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno.

Forse è il momento di abbassare i toni e lavorare chini sui banchi per dare una risposta concreta ai cittadini piemontesi magari a partire da una seria valutazione del nostro ordine del giorno sulla lotta ai cambiamenti climatici.