Il Piemonte da vent’anni è condannato all’immobilismo da centrodestra e centrosinistra. Per rendersene conto basta ricordare gli scandali degli ultimi anni: Rimborsopoli, firme false, Finpiemonte oltre a colossali fallimenti, come, ad esempio,  l’incapacità di costruire un palazzo di 40 piani (sede futura degli uffici regionali). I processi sono ancora in corso e a pagare il conto, senza dubbio, sono i cittadini del Piemonte.

Una classe politica che ormai ha perso il contatto con la realtà e con i veri problemi dei piemontesi: la mancanza di lavoro, la difficoltà di arrivare alla fine del mese e l’impossibilità di curare se stessi o i propri cari. Noi, sulla base di questi bisogni abbiamo lavorato in questi anni attraverso mozioni, atti di indirizzo, emendamenti e proposte di legge. Ma adesso vogliamo fare di più, vogliamo cambiare le cose.

 

Vi voglio raccontare una storia. Era il 2009, una sera afosa di Luglio, tornando dal lavoro, ricevo una mail, inviata alla mailing list che raggruppava i Meetup piemontesi. Questa mail chiedeva di iniziare a discutere una proposta politica per la nostra Regione.

Ci siamo organizzati, eravamo in pochi e nessuno credeva in noi. Partivamo da zero, ma ci siamo dati una possibilità. E avevamo ragione: siamo entrati in Consiglio regionale e abbiamo mosso i primi passi verso il cambiamento che desideravamo.

Oggi dopo un lungo percorso come consigliere regionale del Piemonte, gli iscritti alla piattaforma Rousseau mi hanno scelto come candidato Presidente del Movimento 5 Stelle alla Regione Piemonte.

Ora è il momento di dare una nuova speranza a questa Regione, ai giovani, ai lavoratori, a chi ha bisogno di cure sanitarie.

Speranze concrete che vanno oltre la fede cieca e lo spreco di risorse pubbliche per interminabili e dannose cattedrali nel deserto. Vogliamo un futuro migliore, dove progresso e qualità della vita dei piemontesi siano una cosa sola e dove salute, lavoro e ambiente vengano prima di tutto.

Con noi, finalmente, il Piemonte cambia passo.